sabato 27 febbraio 2016


EDITTO 
del 
Vescovo GIORGIO DEMETRIO 
di Piana degli Albanesi 
sulla Fama di Santità 
del 
Servo di Dio P.GIORGIO GUZZETTA
Pubblicata Bollettino Ufficiale dell'Eparchia di Piana degli Albanesi,n.3.Sett.-Dic.2015.






martedì 23 febbraio 2016




Monsignor Giorgio Demetrio Gallaro

CATTOLICI ORIENTALI, FRATELLI NELLA FEDE

In Italia ci sono tre comunità italo-albanesi di rito bizantino. «Condividiamo la stessa fede, solo i riti sono diversi». Ne parliamo con il vescovo di Piana degli albanesi, in Sicilia
monsignor Giorgio Demetrio Gallaro
«L’incontro tra papa Francesco e il patriarca Kirill, il primo tra un successore di Pietro e il patriarca ortodosso di Mosca, suscita interesse e speranze sia in campo politico sia in campo religioso, in particolare per le relazioni ecumeniche tra le Chiese cristiane. Si spera potrà avere un effetto benefico sulla situazione dei cattolici e degli ortodossi e le loro relazioni reciproche».
Monsignor Giorgio Demetrio Gallaro è vescovo di Piana degli italo-albanesi dell’Italia insulare, eparchia o diocesi di rito bizantino cattolico che costituisce un ponte ideale tra Roma e il mondo ortodosso. È quindi un osservatore privilegiato di questo storico incontro, che avviene fra l’altro in un continente che il vescovo conosce bene. Prima della nomina, infatti, apparteneva al clero dell’eparchia di Newton dei greco-melkiti, negli Stati Uniti, dove ha vissuto fino allo scorso anno. Originario della Sicilia, è nato a Pozzallo nel 1948, dall’età di vent’anni si è trasferito negli Usa. Possiede un dottorato in Diritto canonico orientale e la licenza in Teologia ecumenica. Il ritorno in Sicilia, a fine marzo 2015, è stato una sorpresa prima di tutto per lui.
Lei è vescovo di una diocesi cattolica di rito bizantino. Quali sono le differenze principali con la tradizione latina?
«Nella Chiesa, una santa cattolica e apostolica, c’è una pluralità di Chiese orientali, identificata nei riti che hanno origine dalle tradizioni alessandrina, antiochena, armena, caldea e bizantina o costantinopolitana. Di fatto si tratta di una ventina di Chiese, integrate nelle cinque grandi tradizioni dell’Oriente cristiano. Sostanzialmente le Chiese orientali differiscono dalla Chiesa latina non per la fede, ma per le modalità di vivere la fede. Una chiara definizione di rito viene dal concilio Vaticano II e dal Codice dei canoni delle Chiese orientali: “Il rito è il patrimonio liturgico, teologico, spirituale e disciplinare, distinto per cultura e circostanze storiche di popoli, che si esprime in un modo di vivere la fede che è proprio di ciascuna Chiesa sui iuris (di diritto proprio)”. Secondo il decreto del Vaticano II sulle Chiese orientali cattoliche, la loro presenza all’interno della Chiesa cattolica “non solo non nuoce alla sua unità, ma anzi, la manifesta”; la loro presenza nella “pienezza” della Chiesa cattolica accomuna tutte le Chiese orientali alla maggioritaria Chiesa sui iuris latina”».
Quali le caratteristiche dell’anno liturgico bizantino rispetto a quello latino?
«Nello svolgersi dell’anno liturgico bizantino, alcune domeniche vengono iconologizzate – così afferma qualche studioso – e cioè vengono identificate con il titolo, che in genere è desunto dall’episodio descritto nel Vangelo; questo significa l’introduzione nel mistero divino attraverso la contemplazione dell’icona-immagine delle opere meravigliose di Dio annunciate dalla parola evangelica. La tradizione liturgica bizantina melkita della mia precedente eparchia di Newton è la medesima dell’eparchia di Piana, con qualche piccola variante, pertanto l’annuncio della morte e risurrezione di Cristo non può che essere identico nella sua bellezza liturgica, mentre avrà una ricchezza di valori diversi se riferiti alle varianti delle origini storiche, linguistiche, melurgiche, delle tradizioni popolari e culturali».
In questa situazione di minoranza il vostro dialogo si sviluppa all’interno della Chiesa cattolica e poi con le altre Chiese. In che modo?
«Tale minoranza, insieme a tutti gli italo-albanesi, propone una ricchezza di elementi spirituali, liturgici e culturali nel dialogo con la tradizione delle popolazioni latine circostanti e una naturale tendenza al dialogo ecumenico con il mondo ortodosso, mai rinnegato e sempre amato. Come ci ricorda papa Francesco bisogna costruire ponti passo dopo passo, fino ad arrivare a stringere la mano a chi sta dall’altra parte. I ponti aiutano a edificare l’unità».
La vostra tradizione vi rende più vicini alle Chiese ortodosse. Su quali binari scorre il dialogo?
«Basta ricordare come, grazie all’impulso determinante della mia eparchia, nel 1970 si ebbe a realizzare la “Crociera della Fraternità”, allorché, con il beneplacito di tutti i vescovi di Sicilia, una numerosa rappresentanza di vescovi, di clero e di laici dell’isola, guidati dal cardinale di Palermo, Francesco Carpino, e dal vescovo di Piana degli albanesi, Giuseppe Perniciaro, si recò in visita alla Chiesa ortodossa di Grecia, al Patriarcato ecumenico di Costantinopoli e alla Chiesa di Creta allo scopo di “riaccendere gli stretti legami di sangue e di fede, che nel passato hanno unito la Sicilia alla Grecia”. Nel 1973 una nutrita delegazione ufficiale del Sinodo della Chiesa ortodossa di Grecia restituì la visita alle Chiese di Sicilia. Seguiremo con attenzione e pregheremo per il prossimo Sinodo che le Chiese ortodosse celebreranno a giugno, a Creta, anche per i riflessi che potrà avere nelle nostre Chiese. Il dialogo dell’amore, dell’accoglienza reciproca, della collaborazione caritativa verso i bisogni emergenti non dovrà mai venir meno, anche quando si addiverrà all’unità delle Chiese. Questo non solo nei rapporti con gli ortodossi, ma con tutte le Chiese cristiane e anche con le altre religioni».
A livello di parrocchie, che tipo di esperienza ecumenica fate?
«A livello di popolo vi è coscienza dell’identità etnica e come comunità parrocchiale esiste il senso di appartenenza alla tradizione bizantina, ma la sensibilità al dialogo ecumenico non è sempre e ovunque affermata. Significativamente, tra la fine del 2004 e l’inizio del 2005, è stato celebrato il secondo Sinodo inter-eparchiale fra l’eparchia di Piana, l’eparchia di Lungro e il monastero esarchico di Santa Maria di Grottaferrata, allo scopo di rinvigorire la comunione della Chiesa di tradizione bizantina in Italia. Un auspicio di questo Sinodo è stato, fra l’altro, quello di istituire dei centri di accoglienza ecumenica, specialmente in quei luoghi in cui la storia ha registrato la presenza dei fratelli ortodossi, così da favorire un dialogo permanente sui tesori della comune spiritualità. Un segno ecumenico ammirevole sia di fronte alla Chiesa cattolica che alla Chiesa ortodossa».

LA PAROLA CHIAVE EPARCHIA
L’eparchia corrisponde alla diocesi: è l’organizzazione territoriale della Chiesa cattolica italo-albanese di rito bizantino. L’eparchia di Piana dei greci, poi detta Piana degli albanesi, è nata nel 1937 e comprende le comunità di Palazzo Adriano, Piana, Mezzojuso, Contessa Entellina, Santa Cristina Gela e Palermo. All’interno dei Comuni albanesi sono sorte anche alcune parrocchie latine, anch’esse governate dal vescovo di Piana. Un’altra eparchia bizantina italo-albanese è quella di Lungro (Cosenza), istituita nel 1919. A Grottaferrata, in provincia di Roma, esiste invece dal 1004 il monastero italo-bizantino di Santa Maria in cui hanno soggiornato anche monaci delle eparchie di Lungro e di Piana.

Testo di Vittoria Prisciandaro

da CredereLa Rivista Ufficiale del Giubileo, n.8,21 febbraio 2016.

sabato 6 febbraio 2016

SANTA E GRANDE  QUARESIMA 2016

                          
                   










                       LITURGIA DEI PRESANTIFICATI - PROJASMENA -

   
CATECHESI  IN  CATTEDRALE :
 Ecc.za Rev.mo  Mons. GIORGIO D. GALLARO


10 FEBBRAIO ’16    MERCOLEDI  ORE 18,00        PARR.     S. DEMETRIO M.
12 FEBBRAIO ’16     VENERDI       ORE 18,00        CHIESA M.SS. ODIGITRIA
17 FEBBRAIO ’16     MERCOLEDI  ORE 18,00        PARR.   S. DEMETRIO M.
                   18  FEBBRAIO ’16  ORE 18,00   CATECHESI  :  La Quaresima – Icona della nostra preghiera

19 FEBBRAIO’16         VENERDI       ORE 18,00        PARR. S. GIORGIO M.
24  FEBBRAIO’16     MERCOLEDI    ORE 18,00       PARR.    S. DEMETRIO M.
                

25 FEBBRAIO’16  ORE 18,00  CATECHESI Fedeltà all’icona della nostra liturgia

26   FEBBRAIO’16     VENERDI       ORE 18,00        PARR.  S.S. ANNUNZIATA
02  MARZO ’16       MERCOLEDI  ORE 18,00       PARR.    S. DEMETRIO M.
             
  03 MARZO’ 16   ORE 18,00 CATECHESI
              La Divina Liturgia: Icona della nostra preghiera   (prima parte)

04  MARZO ’16       VENERDI        ORE 18,00       CHIESA       S. NICOLA
09  MARZO’16     MERCOLEDI    ORE 18,00       PARR.     S. DEMETRIO M
                    
10 MARZO ’16 ORE 18,00  CATECHESI :
                    La  Divina Liturgia – Icona della nostra preghiera    (seconda parte)

11 MARZO ’16     VENERDI         ORE 18,00             INNO AKATHISTOS
16 MARZO ’16    MERCOLEDI    ORE  18,00         PARR. S.DEMETRIO M.
                     
17 MARZO ’16  ORE 18,00  CATECHESI :
              La   Divina Liturgia : Icona della nostra preghiera     (terza parte)

18  MARZO’16      VENERDI        ORE 18,30       PARR.    S. DEMETRIO M

venerdì 22 gennaio 2016

DIOCESI DI PIANA DEGLI ALBANESI

TENDA DELLA DIVINA MISERICORDIA
(SERVI  DELL’AMORE  MISERICORDIOSO)






ANNO DELLA MISERICORDIA 2016
GIUBILEO DELLA VITA CONSACRATA

2 FEBBRAIO 2016  ORE 16,30
FESTA DELLA PRESENTAZIONE AL TEMPIO


    ACCOGLIENZA 
DEL 
NOSTRO VESCOVO  GIORGIO DEMETRIO
DAVANTI ALLA PORTA SANTA

SALUTO DEL VICARIO

SALUTO DI UNA CONSACRATA/O

MOMENTO LITURGICO  : MESSA DELLA FESTA (Candelora)


giovedì 14 gennaio 2016

PARROCCHIA S. DEMETRIO M.




AVVISO

ALLA CORTESE ATTENZIONE DEI FIDANZATI

SI COMUNICA

 CHE MERCOLEDI 20 GENNAIO 2016 ALLE ORE 21,00

NEL SALONE DELLA CATTEDRALE S.DEMETRIO

 (Via P.Novelli) IN PIANA DEGLI ALBANESI

INIZIA

CORSO DI PREPARAZIONE

PER IL MATRIMONIO 2016 :

ACCOGLIENZA E PRESENTAZIONE .



BENVENUTI                            


                                                              P.NINO

giovedì 7 gennaio 2016


RINGRAZIAMO

 IL NOSTRO VESCOVO Giorgio Demetrio Mons. Gallàro, 

IL VESCOVO Donato Mons.Oliverio 

CHE
 
CI DONANO L' IMEROLOGHION 2016 

 PER USARLO NELLE NOSTRE CHIESE 

DI SICILIA E DI CALABRIA

Sia lode alla Santissima Trinità, in ogni luogo e in ogni tempo della nostra giornata.
Con tale intento, in questo Giubileo straordinario della Misericordia, abbiamo pensato, in continuità e in sintonia con la vita della Chiesa, di donarVi uno strumento utile e necessario per il Vostro cammino di santificazione personale e familiare: l’IMEROLOGHION 2016.
Nella vita della Chiesa il modo culminante di celebrare il tempo della salvezza è quello liturgico. La Liturgia è il luogo in cui si manifesta il mistero dell’eterno disegno di Dio. 
Nella liturgia misteriosamente si compie il segreto nascosto da secoli in Dio e ora rivelato ai suoi santi.
L’Imerologhion – l’Ordo bizantino che regola le celebrazioni quotidiane dell’intero Anno Liturgico - è la guida liturgica nella quale vengono fornite indicazioni essenziali per le varie celebrazioni.
La pubblicazione di quest’anno, oltre all’importanza liturgica, assume un nuovo significato all’interno di una più profonda collaborazione tra le Circoscrizioni Ecclesiastiche Bizantine in Italia, così come è stato auspicato dal secondo Sinodo Intereparchiale. 
Infatti, per la prima volta, l’Imerologhion viene pubblicato, di comune intesa, tra le due Eparchie di Lungro e Piana degli Albanesi. 
La presente edizione dell’Imerologhion segue il Typikòn di Costantinopoli secondo
quanto ricordato anche dal secondo Sinodo Intereparchiale: “Le due Eparchie Italo – Albanesi seguono, pur con legittime varianti, il Typikòn costantinopolitano, detto della Grande Chiesa” (art. 201). 
Questa pubblicazione certamente è segno dell’importanza della Liturgia per la vita religiosa delle nostre due Eparchie; con l’augurio che possa anche contribuire a far sì che le nostre celebrazioni siano sempre segno di un più autentico servizio di lode reso al Signore.


+ Donato Oliverio, Vescovo + Giorgio Demetrio Gallaro, Vescovo

mercoledì 23 dicembre 2015



A TUTTI VOI CARISSIMI CON IL CUORE PIENO DI GIOIA E DI FEDE E SPERANZA GUARDIAMO E CONTEMPLIAMO Il DIO CHE PER NOI 
SI MANIFESTA TENERO BAMBINO 

AUGURO UN SANTO NATALE 2015 AD OGNUNO DI VOI .

APRIAMO LA PORTA DEL NOSTRO CUORE ALL'EMMANUELE DIO CON NOI...

"Oggi nasce dalla Vergine * colui che tiene in sua mano tutta la creazione* È avvolto in povere fasce come un mortale, * colui che è per essenza intoccabile. * Viene deposto in una mangiatoia, * il Dio che in principio ha fissato i cieli˚. * Si nutre di latte dalle mammelle, * colui che nel deserto * ha fatto piovere manna per il popolo˚. * Invita i magi * lo sposo della Chiesa. * Prende i loro doni * il Figlio della Vergine. * Noi adoriamo, o Cristo, la tua nascita . * Facci vedere anche la tua divina teofania."


P.Nino

venerdì 18 dicembre 2015

Messaggio di Natale 2015
Ai Cari fratelli e sorelle della Chiesa di Piana degli Albanesi 
Gloria a Dio nel più alto dei cieli, pace e benevolenza sulla terra!
Lëvdi në të lartit Perëndis, e mbi dhe pakje, ndër njerëzit vullnes e mirë

Con grande gioia vi saluto in questa festività natalizia quando l’unigenito Figlio di Dio  il nostro Dio che è prima di tutti i secoli - prese la nostra natura umana e si manifestò a noi come piccolo bambino. Che gioia è per noi ricordare questo grande evento che tocca la vita di ciascun battezzato che viene in questo mondo e glorificare l'amore di Cristo per gli uomini con le parole del Credo  che recitiamo nella Divina Liturgia: Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo // I çili për ne njerëze, e për shpetimin tënë u dryp nga qielljat, e mori mish nga Shpirti Shejt e nga Mëria Virgjëresha, e u bë njeri.
L’odierna solennità ci ricorda il Mistero della Incarnazione! È una realtà che non ha l’eguale, sbalordisce e sempre ci esalta. È il Signore, è Dio fatto Uomo. Se oggi tra gli uomini, come in altri tempi, vi sono coloro che negano o mettono in dubbio l’esistenza di Dio, sempre più valide sono le prove della sua realtà e della sua opera. Vi sono tante mirabili cose che noi ammettiamo e di cui godiamo pur senza vederle. Ebbene Dio c’è, esiste: da Lui tutto dipende e deriva: chi lo nega è nell’assurdo.
Questo Dio invisibile, eterno, che avvolge il creato, ha valicato l’abisso che ci separa da Lui, ed è venuto tra noi. In quale modo? Ecco il presepio, ecco l’icona del Natale a ripresentarci l’avvenimento in Betlemme. Maria depone il Divino Pargolo, nato per opera dello Spirito Santo, nella mangiatoia. Poteva apparire nel mondo in maniera più povera e squallida di quella prescelta? Certamente no. E allora, dinanzi a tanta benignità sono ovvie due domande: Perché e per che cosa è entrato nel mondo il Figlio di Dio fatto Uomo? Nello stesso Credo è la duplice risposta: Per noi uomini e per la nostra salvezza
Il Natale è festa grande per noi cristiani perché ricorda il fatto che Gesù è venuto sulla terra, assumendo le sembianze umane per avvicinare tutti noi; e proprio perché nessuno avesse timore o soggezione o addirittura diffidenza a causa della sua venuta, ha scelto, per nascere, il posto più umile, l’ultimo posto, là dove non è difficile a nessuno d’avvicinarlo. Ha voluto apparire a noi intenzionalmente piccolo ed è venuto al mondo umilmente, anche se l’umanità non aveva fatto nulla per andare incontro degnamente al suo amore. Nessuno gli aveva assicurato fedeltà; anzi, prima ancora che venisse, Egli era stato dimenticato, offeso con il peccato. Per venire a noi Egli ha valicato lo stesso grande abisso che separava l’umanità dal Creatore. L’uomo era stato indegno del suo amore.
Egli è venuto perché noi eravamo indegni; la nostra morte spirituale lo ha spinto a venire e farsi povero e fragile come noi, tranne che nel peccato, come ci ricorda San Basilio: …sulla terra si fece vedere e con-visse con gli uomini, e incarnandosi dalla Vergine santa, svuotò sé stesso assunta la forma dello schiavo, fattosi conforme alla nostra umiltà, affinché facesse noi conformi all’icona della sua gloria // …mbi dheun u dëftua e me njerëzit rroi, e nga Virgjëresha e sheite tue u mishëruar, mbrazi vetëhenë, fytyrë shërbëtori tue marrë, i njëllojshëm tue u bërë me kurmin e të përmisurit tënë, sa të njëllojshëm të na bëj te ikona e lëvdisë së tij. Anzi Egli è venuto per ognuno di noi. Si può ben ripetere con San Paolo: per me.
Ognuno è stato è stato oggetto di pensiero da parte di Dio. Egli ha voluto divenire fratello, collega, amico nostro. Ed è venuto per amore. Ciascuno di voi, dunque, deve riflettere su questo; deve sentire dentro di sé: io sono stato amato da Dio. Quanto è felice un bambino, quando non tarda ad accorgersi che la sua mamma gli vuole bene; e come esprime la sua gioia! E ancora: osservate un giovane o una giovane che va cercando un po’ di lavoro. Come è triste quando vede che tutti voltano le spalle e non tengono conto della sua richiesta; ma quanto è, invece, felice allorché sul suo cammino incontra qualcuno che comprende, che invita ad aprire il cuore a buona speranza! Così è sul piano dei nostri rapporti con Dio, venuto per noi sulla terra: quanta gratitudine gli dobbiamo per il bene che ci ha dimostrato e sempre ci manifesta: un bene infinito, perché promana su Dio. Noi siamo sotto il coro della sua luce, illuminati dell’effusione dei suoi raggi che ci scrutano per metterci davanti a Lui, proprio perché Gesù Cristo è venuto per volerci bene. Dio, dunque, ci pensa: ci ama.
Ed ecco: in questo santo giorno del Natale l’annunzio ci viene ripetuto: il divino amore per tutti noi. San Paolo ci ricorda che oggi è apparsa la bontà del Signore!  Il Natale va considerato, appunto, come un fiotto di bontà che si riversa su ogni uomo e donna. Non possiamo, davvero, rimanere inerti, indifferenti di fronte al mistero di questo amore che ci insegue e ci accompagna, in un mondo dove la gente non si comprende e dove tutti cercano di eliminare gli altri o almeno difendersi da coloro con i quali si convive, in un mondo fatto di indifferenza, se non addirittura di odio. Invece il Signore ci vuole ed invita, ci capisce, ci chiama per nome, suggerisce al nostro cuore parole attraverso le quali sentiamo chiaramente di essere degli eletti e prediletti nel senso più alto e più vero di questa realtà.
Sentiamo, quindi, profondamente l’insegnamento particolare di questo Natale 2015 e della sua presenza nelle nostre famiglie. Papa Francesco ci ricorda che Cristo si è fatto simile a noi, ha voluto prendere, Egli, il Figlio di Dio, la statura dell’uomo, assumere le sue miserie, i suoi bisogni, addossarsi perfino i suoi peccati. E’ venuto non per chiedere, ma per dare; è venuto per mettersi in una relazione con Lui che diventa misteriosa, stupenda, e che è il centro della fede. È venuto non per chiedere, ma per dare; per essere pane e nutrimento dell’uomo; per essere con lui in comunione, cioè per fondersi il lui, come dice San Paolo, Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me!
Possiamo soffermarci sui motivi di così ardente carità: Gesù Cristo è venuto sulla terra per essere conosciuto e capito dall’uomo, si è rivelato prendendo le sue sembianze e dire: Guarda questa persona e vedrai Dio! Lo ha detto, del resto il divino Maestro nell’ultima cena, Chi vede me, vede il Padre mio. D’altra parte, il Signore diventa esigente quando chiede all’uomo ciò che c’è di più suo e di più prezioso in lui, il suo cuore. Così Gesù è venuto per essere compreso, amato, corrisposto. Qui, attraverso il diaframma della natura umana, il Salvatore diventa esigente: vuole, in realtà, che noi lo amiamo. Dice a ognuno di noi: dammi il tuo cuore. Questo è il cristianesimo che fa amare Dio oltre gli affanni e le preoccupazioni terrestri, anche attraverso i dolori che spesso incontrano, e quanto addirittura difficile vivere nella alternativa di dolorose esperienze.
In tutto ciò è il ricordo del Natale che intendo lasciare a voi, diletti fratelli e sorelle: il Signore è venuto per amarvi e per essere riamato: non respingete tale richiesta di amore, quando Egli bussa al vostro cuore per chiedervi la vostra persona, la vostra anima, non per rubarvela, non per rendervi schiavi, non per farvi perdere, come oggi si dice, la vostra personalità, ma per darvi, invece, una felicità vera e completa. Si può essere, infatti, malati, si può essere poveri, ma nello stesso tempo sentire l’adorabile voce che ripete, Beati voi che siete poveri.
Dunque, sembra umanamente inconcepibile dire questa parola oggi anche a voi; eppure, se voi amate Cristo e avete capito qualche cosa di Lui, non potrete essere felici, né giammai vi mancherà una grandezza di animo, una dignità interiore, una coscienza umana. Di conseguenza, vi sentirete davvero felici, assurgendo a una statura che nessuna professione, o carriera, potenza, ricchezza potrà dare. Allora, vi sentirete uomini e donne elevati al privilegio d’essere figli e figlie di Dio, amati da Dio, anche e vivete in difficoltà, nella ristrettezza, e nella sofferenza. Questa non è parola mia, ma l’eco di una Parola che trascende la sua umile persona, e domina il mondo: Beati voi, perché vostro è il regno dei cieli. Questo è il Natale. Siate buoni, attenti a ben accogliere il grande messaggio, e sarete felici con la benedizione del vostro vescovo, con la benedizione stessa di Dio.
Possa questo tempo tempo del Natale del Signore essere per tutti noi il preludio alla nostra trasformazione nell’immagine del Figlio di Dio fatto Uomo, che portò la nostra debolezza umana per coprirci con il manto della incorruttibilità e fare splendere la luce del suo volto sulla nostra natura umana. Con queste preghiere e sentimenti, amati fratelli e sorelle della Chiesa di Piana, chiedo per voi e le vostre famiglie le più abbondanti benedizioni del nostro Signore Gesù Cristo.
Cristo è nato!  Dategli gloria!   Krishti u le!  Lëvdnonje!

Piana degli Albanesi, 24 dicembre 2015

+ P. Giorgio Demetrio



17 Dicembre 2015 alle ore 17,30 

 Momento di preghiera in preparazione 
al Santo Natale 2015 
con i ragazzi/e e genitori del Catechismo

Prifti Në embër të Atit të Birit e të Shpirtit Shejt. Amin.

Pop.Shejt Perëndi, Shejt i Fukjishëm, Shejt i Pavdekshëm, kij lipisi për ne.
Lëvdi past Ati, Biri, Shpirti Shejt, nani e gjithëmonë e për jetë të jetëvet. Amin.

Ati ynë, çë je në qiell, shejtëruar kloftë emri yt, jarthshit rregjëria jote u bëftë vullimi yt, si në qiell ashtù në dhe. Bukën tënë të përditshme ëna neve sot, ndjena dëtyrët tona, ashtu si na ia ndjejëm dëtyruamvet tanë, e mos na le të biem në ngarje, po lirona nga i ligu.
Prifti Pse jotia isht rregjëria e pushtetja e lëvdia e t’Jatit, e të Birit e të Shpirtit Shejt, nanì e gjithëmonë e për jetë të jet
Gloria a te ,figlio del nostro creatore.
Questo giorno ha fatto gioire, Signore, i re, i sacerdoti e i profeti,
poiché in esso si compirono le loro parole,proprio tutte avvennero.
La vergine infatti oggi ha partorito l’Emmanuele a Betlemme.
La parola proferita da Isaia oggi è divenuta realtà.
Là è nato colui che nel Libro enumera i popoli. Del salmo cantato da Davide c’è oggi il compimento. (S.Efrem)
       Hristòs jennàte,doksasate; Hristòs eks uranòn,apandisate,Hristòs epi jis,ipsòthite.Asate toKjrìo,pasa i ji,kje en evfrosìni animn’sate laì, òti dhedhòksaste
            Shi lehet Krishti, lëvdonie shi vien nga kjellia ju te pritëni. Shi Krishti mbi dhe:ju ngrëhuni.Zotit po t’i këndoni jeta e gjithë,edhe ndë gëzime, zëni kënka,popuj,juse u lëvdërua ai.
            Prepàrati,o grotta:perché viene l’agnella,portando in seno il Cristo.Ricevi,o greppia, colui che con la parola ha liberato noi abitanti della terra dal nostro agire contro ragione. Pastori che pernottate nei campi, testimoniate il tremendo prodigio.E voi magi dalla Persia,offrite al Re oro, incenso e mirra:perché è apparso il Signore dalla Vergine Madre.Inchinandosi davanti a lui come serva,la Madre lo ha adorato,dicendo a colui che portava fra le braccia:Come sei stato seminato in me?
             O come in me sei stato generato, mio Redentore e Dio .
O Signore,tu sei il mio Dio, dall’aurora ti cerco.
La mia anima ha sete di te come terra deserta e arida, senza acqua.
Mi rifugio in te, come un figlio in braccio a sua madre!
Manda, o Gesù, la tua Grazia,che ridoni vita e gioia.
Non mi stancherò di ringraziarti, per tutta la mia vita.
Tu sei il mio rifugio. Tu sei la mia forza.
Esulto di gioia nello stare vicino a te.
Ho sete e fame di te
Vorrei tanto invitarti alla mia cena.
Al mattino e di giorno, penso al tuo amore.
Più cara della vita È la tua bontà è le mie labbra cantano la tua lode
                                      VANGELO DEL SANTO NATALE
 
        Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati”. Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

       I Ragazzi della Prima Confessione ricevono il Libro delle Preghiere prima di recitare U KAM BESE:
Sac. Ti sei unito a Cristo? Tutti. Mi sono unito. U bashkova
S. E credi in Lui? Ke bese Tutti Credo in Lui come re e Dio. Kam Bese si Rregji e si Perendi. Credo in un solo Dio
S. Ti sei unito a Cristo?
Tutti. Mi sono unito. . Allora adoralo.
Tutti. Adoro il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, Trinità consustanziale e indivisibile.
        Tutti Signore del mondo, noi vogliamo con i Magi cercarti. prestarti fede alle promesse delle Scritture e adorarti offrendotì tutti i nostri beni.
Lëvdì Perendis të lartit kjelle.
              I vigilanti sono nella gioia, poiché è venuto a svegliarci il Vigilante.
Chi dormirà in questa notte in cui l’intera creazione veglia?
State svegli voi, come luci, in questa notte di luce,perché anche se nero è il suo colore esteriore,essa risplende per la sua forza interiore
Gloria a Dìo nell'alto dei cieli. Lëvdì Perendis të lartit kjelle.
          In questo giorno, nel quale si è fatto Povero per noi il Ricco,anche il ricco renda partecipe il povero della sua tavola. Signore del mondo noi vogliamo con tutti gli uomini che ti cercano con cuore sìncero,essere animati dallo Spirito Santo e vedere la tua salvezza, la tua luce,la tua glorìa.
Gloria a Dìo nell'alto dei cieli. Lëvdì Perendis të lartit kjelle.
          Oggi la Vergine da alla luce il creatore di ogni realtà, l'Eden offre una grotta e la stella indica Cristo Gesù Sole per quanti siedono nelle tenebre. Recando doni i Magi adorano illuminati dal dono della fede; i pastori contemplano il miracolo, gli angeli elevano un inno e cantano "
Gloria a Dìo nell'alto dei cieli. Lëvdì Perendis të lartit kjelle. 
            Këndojëm,këndojëm / 
   se kjielli u sbëlli /gjithë bëjëm haìdhi /gjìthë thomi me gëzim.
    Po rrofshit Isuì/ sì rrekjë e sì Zot, po rrofshit Isui per jetë e për mot.
    0 i dashuri Díalë / nga kjielli për ne ti sdripe /në dhe ndër borë e tëtimi
Po rrofshit Isuì/ sì rrekjë e sì Zot, po rrofshit Isui per jetë e për mot.
     0 i bukurí Dialë / ti pakjen dhuron / Ti Zëmbrat na gëzon se prure shpëtim…
            Cristo non ha mani, ha soltanto le nostre mani per fare il suo lavoro oggi.
Cristo non ha piedi, ha soltanto i nostri piedi Per guidare gli uomini sui suoi sentieri. 
Cristo non ha labbra, ha soltanto le nostre labbra Per raccontare di se agli uomini d’oggi.
Cristo non ha mezzi, ha soltanto il nostro aiuto, per condurre gli uomini a se. Noi siamo l’unica Bibbia che gli uomini leggono ancora siamo l’unico messaggio di Dio scritto in opere e parole.

Signore del mondo, noi vogliamo con gli angeli lodarti cantare la tua gloria e contemplare Te, quale uomo nato in mezzo a noi.
Gloria a Dìo nell'alto dei cieli. Lëvdì Perendis të lartit kjelle.
      Signore del mondo, noi vogliamo con i pastori essere avvolti dalla tua gloria, ricevere una grande gioia e trovarti quale bambino avvolto in fasce in una mangiatoia. Gloria a Dio
       Gesù, principe della pace,ci fa rinascere come figli di Dio, portatori di pace tra gli uomini. Dio con noi, Egli ci dona la gioia di pregustare fin d'ora a felicità eterna del paradiso.
                                                      Lëvdì Perendis të lartit kjelle.
Rregji jim,Isuthi jim
Dialë i nokërth ndër tëtìm
Jerdhe e leve bër njerì
Te një kalive si një mavrì
Flëjé, o Bir, e mos klajë
Flëjé, o zëmbrë, e bën-on
Mbi tsa kashtë te një grasht
Ti je smardhur skur je jasht
Lipset ziarri dçeshur je
E të timit vdes për ne.
Flëjé, o Bir, e mos klajë
Flëjé, o zëmbrë, e bën-on
                                           E’ Natale ogni volta che sorridi a un fratello e gli tieni la mano.
E’ Natale ogni volta che rimani in silenzio per ascoltare l’altro.
E’ Natale ogni volta che speri con quelli che disperano.
E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e letue debolezze. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere in te e poi lo doni agli altri. (Beata Madre Teresa di Calcutta)
                                             PREGHIERA DELL’ANNO DI MISERICORDIA
Signore Gesù Cristo, tu ci hai insegnato a essere misericordiosi come il Padre celeste, e ci hai detto che chi vede te vede Lui.
                 Mostraci il tuo volto e saremo salvi.
                 Il tuo sguardo pieno di amore liberò Zaccheo e Matteo dalla schiavitù del denaro;
l'adultera e la Maddalena dal porre la felicità solo in una creatura;
fece piangere Pietro dopo il tradimento, e assicurò il Paradiso al ladrone pentito.
                           Fa' che ognuno di noi ascolti come rivolta a sé la parola che dicesti alla samaritana: Se tu conoscessi il dono di Dio!
                             Tu sei il volto visibile del Padre invisibile,
del Dio che manifesta la sua onnipotenza soprattutto con il perdono e la misericordia:
fa' che la Chiesa sia nel mondo il volto visibile di Te, suo Signore, risorto e nella gloria.
                             Hai voluto che i tuoi ministri fossero anch'essi rivestiti di debolezza
per sentire giusta compassione per quelli che sono nel l'ignoranza e nell'errore; fa' che chiunque si accosti a uno di loro si senta atteso, amato e perdonato da Dio.
                             Manda il tuo Spirito e consacraci tutti con la sua unzione
perché il Giubileo della Misericordia sia un anno di grazia del Signore
e la sua Chiesa con rinnovato entusiasmo possa portare ai poveri il lieto messaggio, proclamare ai prigionieri e agli oppressi la libertà e ai ciechi restituire la vista.
                             Lo chiediamo per intercessione di Maria Madre della
Misericordia a teche vivi e regni con il Padre e lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen





mercoledì 16 dicembre 2015





ANTEPRIMA DEL MESSAGGIO DI NATALE 2015 
VESCOVO GIORGIO DEMETRIO