domenica 27 maggio 2012

27 MAGGIO 2012
Ufficio
VESPRO E UFFICIO DELLA GENUFLESSIONE

    Dopo il salmo introduttivo, grande colletta fatta dal diacono, se c’è; se non c’è, viene fatta dal sacerdote. Ad ogni invocazione si risponde col Signore, pietà.

In pace preghiamo il Signore.
Per la pace dall’alto e la salvezza delle anime nostre, preghiamo il Signore.
Per la pace del mondo intero, per la saldezza delle sante Chiese di Dio e l’unione di tutti, preghiamo il Signore.
Per il popolo qui presente che attende la grazia del santo Spirito, preghiamo il Signore.
Per quanti piegano il cuore e le ginocchia davanti al Signore, preghiamo il Signore.
Perché ci sia data la forza di giungere a perfezione in modo a Dio gradito, preghiamo il Signore.
Perché la sua misericordia sia copiosamente mandata su di noi, preghiamo il Signore.
Perché le nostre genuflessioni gli siano accette, come incenso davanti a lui˚, preghiamo il Signore.
Per quanti hanno bisogno del suo aiuto, preghiamo il Signore.
Perché siamo liberati da ogni tribolazione, ira, pericolo e angustia, preghiamo il Signore.
Soccorrici... Facendo memoria della tutta santa...
Ekfónisis del sacerdote.
Poiché a te si addice ogni gloria, onore e adorazione˚: al Padre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Al Signore, ho gridato, 6 stichi e i 3 seguenti stichirá idiómela, ripetendoli 2 volte.
Tono 4.
Fatti straordinari hanno veduto oggi * tutte le genti nella città di Davide, * quando lo Spirito santo è disceso in lingue di fuoco, * come ha dichiarato l’ispirato Luca. * Egli dice infatti: * Mentre tutti i discepoli di Cristo * erano riuniti insieme, * ecco un rombo come di vento che soffia impetuoso, * e riempí la casa dove erano seduti; * e tutti cominciarono a parlare della santa Triade * in termini stranieri, * con dogmi e dottrine singolari. 2 volte.
Lo Spirito santo da sempre era, * è e sarà, * perché mai ha avuto un principio, * né mai cesserà di essere, * ma sempre è posto insieme al Padre e al Figlio * e con essi annoverato: * vita e creatore di vita; * luce ed elargito¬re di luce; * buono per essenza, e sorgente di bontà; * per lui è conosciuto il Padre * ed è glorificato il Figlio, * per lui da tutti è riconosciuta * l’unica potenza, l’unica unione, l’unica adorazione * della santa Triade. 2 volte.
Lo Spirito santo * è luce, vita * e viva sorgente spirituale; * Spirito di sapienza, Spirito di intelligenza˚, * buono, retto, intelligente˚, * Spirito che ci guida˚, * e ci purifica dalle colpe; * Dio e deificante; * fuoco che procede dal fuoco, * Spirito che parla, opera, * e distribuisce i carismi; * Spirito mediante il quale tutti i profeti, * gli apostoli di Dio e i martiri, * sono stati corroborati; * straordinaria novella, * straordinaria visione, * fuoco che si divide * per distribuire carismi.
Gloria. Ora e sempre. Tono pl. 2.
Re celeste, Paraclito, * Spirito della verità˚, * tu che ovunque sei e tutto riempi˚, * tesoro dei beni * ed elargitore di vita, * vieni e poni in noi la tua dimora, * purificaci da ogni macchia * e salva, o buono, le anime nostre.

Ingresso con l’incenso. Luce gioiosa.
Prokímenon. Tono grave. Qual Dio è grande come il nostro Dio? Tu sei il Dio che, solo, compie meraviglie.
Stico: Hai fatto conoscere fra i popoli la tua potenza.
Stico: E ho detto: Ora ho cominciato, questo è il mutamento della destra dell’Altissimo.
Stico: Ho ricordato le opere del Signore: sí, ricorderò dal principio le tue meraviglie.
Poi il diacono dice:Ancora e ancora, piegando le ginocchia, preghiamo il Signore.
Mentre tutti si inginocchiano in terra a capo scoperto, il sacerdote, dal santuario, legge le preghiere ad alta voce, in modo da farsi sentire da tutti.
Immacolato, incontaminato, senza principio, invisibile, incomprensibile, imperscrutabile, immutabile, insuperabile, incommensurabile, paziente Signore: tu che solo possiedi l’immortalità e abiti la luce inaccessibile˚; tu che hai fatto il cielo, la terra e il mare e tutte le opere che sono in essi; tu che adempi le preghiere di tutti prima che siano formulate: noi ti preghiamo e ti supplichiamo, o Sovrano amico degli uomini, Padre del Signore, Dio e Salvatore nostro Gesú Cristo, che per noi uomini e per la nostra salvezza è disceso dai cieli, si è incarnato per virtú dello Spirito santo da Maria, la sempre Vergine e gloriosa Madre-di-Dio; egli, insegnando prima con le parole, e dimostrandolo poi con le opere, quando si sottopose alla passione salvifica, lasciò un esempio˚ a noi miseri, peccatori e indegni servi suoi, perché offrissimo suppliche, piegando il collo e le ginocchia, per i nostri peccati e per i peccati di ignoranza del popolo.
Tu dunque, misericordiosissimo e amico degli uomini, ascoltaci nel giorno in cui ti invochiamo˚, particolarmente in questo giorno di pentecoste, nel quale, il Signore nostro Gesú Cristo, dopo essere asceso ai cieli ed essersi assiso alla destra di Dio Padre, ha mandato il santo Spirito sui suoi santi discepoli e apostoli. Ed egli si è posato su ciascuno di loro e li ha riempiti tutti della sua grazia inesauribile, ed essi hanno cominciato a proclamare in altre lingue le meraviglie di Dio e a profetare. Or dunque, noi ti preghiamo, ascoltaci, e ricòrdati di noi miseri e colpevoli, e fa’ tornare dalla prigionia le anime nostre˚, perché intercede per noi la tua stessa compassione. Accoglici, mentre ci prostriamo e gridiamo: Abbiamo peccato. Su te siamo stati gettati sin dal grembo, dal seno di nostra madre, Dio nostro tu sei˚: ma sono venuti meno nella vanità i nostri giorni˚, siamo stati spogliati del tuo aiuto, siamo privi di ogni scusa.
Confidando tuttavia nella tua pietà, noi gridiamo: Il peccato della nostra giovinezza e le nostre ignoranze non ricordare˚, e purificaci dalle nostre colpe nascoste˚; non respin¬gerci nel tempo della vecchiaia, al venir meno della nostra forza, non ci abbando¬nare˚; prima di farci tornare alla terra, dacci di convertirci a te, e guardaci con benevo¬lenza e grazia. Misura le nostre iniquità col metro della tua pietà; opponi l’abisso della tua multiforme pietà alla moltitudine delle nostre colpe. Guarda, Signore, dall’alto del tuo santuario˚ sul tuo popolo che ti circonda e attende da te la tua copiosa misericordia: visitaci nella tua benevolenza; liberaci dalla tirannia del diavolo; rendi sicura la nostra vita con le tue sante e sacre leggi. Affida il tuo popolo a un fedele angelo custode; raccoglici tutti nel tuo regno; dona il perdono a quanti sperano in te; condona a loro e a noi i peccati; purificaci con l’operazione del tuo santo Spirito; sventa le macchinazioni del nemico contro di noi.

Aggiunge anche la seguente preghiera:
Benedetto sei Signore, Sovrano onnipotente, che hai illuminato il giorno con la luce del sole, e hai rischiarato la notte con i bagliori del fuoco: tu che ci hai concesso di percorrere tutta la giornata e di avvicinarci all’inizio della notte, ascolta la nostra supplica e quella di tutto il tuo popolo e perdona a noi tutti i peccati volontari e invo-lontari; accogli le nostre preghiere vespertine e manda copiosa la tua misericordia e la tua compassione sulla tua eredità. Circondaci come di un baluardo dei tuoi santi angeli, armaci con le armi della tua giustizia˚, tienici nella roccaforte della tua verità, custodiscici con la tua potenza, liberaci da ogni sventura e da ogni assalto dell’avversario. Concedi che anche questa sera, con la notte che sopraggiunge, sia perfetta, santa, pacifica, senza peccato, senza inciampo, libera da fantasie notturne, e cosí tutti i giorni della nostra vita: per l’intercessione della santa Madre-di-Dio e di tutti i santi che in tutti i tempi ti sono stati graditi.

Diacono: Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi, rialzaci e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.
Facendo memoria della santissima,...
Ekfónisis del sacerdote: Poiché tuo è l’avere misericordia e
salvarci...
Diacono: Diciamo tutti con tutta l’anima...
Ekfónisis del sacerdote:Poiché tu sei Dio misericordioso e amico degli uomini...
Diacono:Ancora e ancora, piegando le ginocchia, preghiamo il Signore.
E il sacerdote dice la preghiera:Signore Gesú Cristo, Dio nostro, tu hai dato agli uomini la tua pace˚ e, continuando ad essere presente a noi e alla nostra vita, sempre elargisci ai fedeli il dono del tuo santissimo Spirito, in vista di un’eredità inalienabile. Oggi hai mandato sui tuoi apostoli questa grazia in modo piú manifesto e hai temprato le loro labbra con lingue di fuoco, grazie alle quali noi tutti, da ogni stirpe umana, accogliendo con l’udito - ciascuno nella propria lingua - la conoscenza di Dio, siamo stati illuminati dalla luce dello Spirito, e siamo stati liberati dall’errore come da una tene¬bra. Grazie al dono delle lingue sensibili e ignee, e all’opera-zione soprannaturale, siamo stati ammaestrati a credere in te, e siamo stati illuminati per proclamare la tua divinità, insieme al Padre e al santo Spirito, in una sola divinità, potenza e potestà. Tu dunque, irradiazione del Padre, impronta della sostanza e dalla natura di lui˚, impronta immutabile e di perfetta somiglianza, sorgente della sapienza e della grazia, apri anche le mie labbra di peccatore, e insegnami come bisogna pregare e per che cosa. Tu infatti conosci la grande moltitudine dei miei peccati, ma le tue viscere di misericordia ne supereranno il numero smisurato, perché, ecco, io mi presento a te con timore, gettando nell’oceano della tua misericordia la disperazione della mia anima.

Governa la mia vita, tu che con potenza governi tutto il creato con un’ineffabile parola di sapienza, tu, porto tranquillo per chi è sbattuto dai marosi, e insegnami la via per la quale camminare. Concedi ai miei pensieri lo Spirito della tua sapienza, donando lo Spirito di intelligenza alla mia stoltezza. Adombra le mie opere con lo Spirito del tuo timore˚, e rinnova nel mio intimo lo Spirito retto˚. Con lo Spirito che guida, rafforza˚ la mia mente vacillante: affinché, guidato ogni giorno al bene dal tuo Spirito buono˚, sia reso degno di adempiere i tuoi comandamenti e di ricordarmi sempre del tuo ritorno glorioso, quando esaminerai le nostre azioni. Non permettere che io resti sedotto dalle mollezze corruttibili di questo mondo, ma rendimi capace di bramare il gaudio dei tesori futuri. Tu infatti hai detto, o Sovrano, che qualunque cosa uno chiederà nel tuo nome, la riceverà senza difficoltà da parte di Dio Padre tuo a te coeterno˚. Per questo anch’io peccatore, alla venuta del tuo santo Spirito, prego la tua bontà: Donami a mia salvezza tutto ciò per cui ti ho pregato.

Sí, o Signore, munifico datore buono di ogni energia: tu sei colui che dà molto al di là di quanto chiediamo˚. Tu sei compassionevole, o misericordioso, tu che, senza peccato, sei divenuto partecipe della nostra carne e ti pieghi con ogni tenera compassione su chi piega il ginocchio davanti a te, divenuto propiziazione per i nostri peccati. Da’, Signore, al tuo popolo, la tua multiforme compassione, ascoltaci dal tuo cielo santo˚: santificalo con la potenza della tua destra salvifica; proteggilo all’ombra delle tue ali˚; non disprezzare l’opera delle tue mani˚. Contro te solo abbiamo peccato˚, ma a te solo anche rendiamo culto: non conosciamo adorazione di un dio estraneo, né si levano le nostre mani ad altro Dio, o Sovrano. Rimetti a noi le nostre colpe, e, accogliendo le preghiere che ti rivolgiamo in ginocchio, stendi la mano in nostro aiuto. Accetta la preghiera di tutti come incenso gradito, che sale al cospetto della tua regalità˚ piena di benevolenza.

Aggiunge anche la seguente preghiera:Signore, Signore, che ci hai liberati da ogni freccia che vola di giorno˚, liberaci anche da tutto ciò che si aggira nelle tenebre˚. Accetta il sacrificio vespertino, le nostre mani a te innalzate˚. Concedici di trascorrere senza macchia questo spazio di riposo notturno, senza sperimentare alcun male, e liberaci da ogni turbamento e paura suscitati dal diavolo contro di noi. Dona alle anime nostre la compunzione, e ai nostri pensieri di preoccuparsi dell’esame che farai nel tremendo e giusto tuo giudizio. Inchioda col tuo timore le nostre carni˚, e mortifica le nostre membra che sono sulla terra˚: affinché anche nella quiete del sonno siamo illuminati dalla contemplazione dei tuoi giudizi. Allontana da noi ogni fantasia sconveniente e ogni dannosa concupiscenza. Destaci per il tempo della preghiera, corroborati nella fede e pronti a progredire nei tuoi decreti.

Diacono:Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi, rialzaci e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.
Facendo memoria della santissima...
Ekfónisis del sacerdote:Per la benevolenza e la grazia del tuo unigenito Figlio, col quale sei benedetto, insieme al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
Segue il Concedici, Signore... .
Quindi il diacono dice:Ancora e ancora, piegando le ginocchia, preghiamo il Signore.
E il sacerdote dice la preghiera:O sorgente di vita e di luce, perennemente zampillante, Potenza creatrice coeterna al Padre, tu che hai stupendamente portato a compimento l’intera economia di salvezza per i mortali, o Cristo, Dio nostro: tu hai spezzato i vincoli indissolubili della morte e i catenacci dell’ade, calpestando la moltitudine degli spiriti maligni; tu hai offerto te stesso quale vittima immacolata per noi, dando in sacrificio il tuo purissimo corpo, non toccato da nessun peccato e inaccessibile al peccato, e tramite questa tremenda e inenarrabile azione sacra ci hai gratificati della vita eterna. Tu sei sceso nell’ade infrangendone le sbarre eterne e mostrando la via del ritorno a quanti sedevano nella tenebra; tu hai preso all’amo, con un’esca divinamente sapiente, il cupo drago origine del male˚, lo hai legato nel tartaro con catene di tenebra˚, e lo hai imprigionato nel fuoco in estinguibile e nella tenebra esteriore˚ con la tua forza d’infinita potenza, tu, gloriosa sapienza del Padre. Tu ti mostri grande soccorritore di chi subisce insolenza e illumini quanti siedono nella tenebra e nell’ombra di morte˚, tu, Signore di eterna gloria e Figlio diletto del Padre altissimo, eterna luce da eterna luce; tu, sole di giustizia˚, ascolta le nostre suppliche e da’ riposo alle anime dei tuoi servi, alle anime dei nostri padri e fratelli che già si sono addormentati, agli altri nostri parenti secondo la carne e a tutti i nostri congiunti secondo la fede, dei quali ora facciamo memoria. Perché in te è il potere su tutti, e tieni in tua mano tutti i confini della terra. Sovrano onnipotente, Dio dei padri e Signore di misericordia˚, Creatore della stirpe mortale e immortale e di ogni natura umana che si compone e di nuovo si dissolve, della vita e della morte, del tempo che trascorriamo qui in terra e del nostro transito verso l’aldilà, tu misuri i tempi ai viventi e stabilisci il momento della morte, conduci all’ade e ne riconduci˚, ci leghi con l’infermità e ci sciogli col vigore; tu amministri le cose presenti secondo l’utilità e governi quelle future per il profitto; tu vivifichi con la speranza della risurrezione quanti sono colpiti dal pungiglione della morte˚.

Tu stesso, Sovrano dell’universo, Dio e Salvatore nostro, speranza di tutti i confini della terra e di quanti sono lontano nel mare˚, tu in questo ultimo, grande e salvifico giorno della pentecoste ci ha mostrato il mistero della santa, consustanziale, coeterna, indivisibile e inconfusa Triade, e hai effuso, con la sua discesa e la sua presenza, il tuo santo Spirito vivificante, sotto forma di lingue di fuoco, sui tuoi santi apostoli, costituendoli evangelizzatori della nostra pia fede, e rendendoli confessori e araldi della vera teologia; tu, in questa conclusiva festa di salvezza, ti sei degnato di accogliere le suppliche espiatorie per quanti sono trattenuti nell’ade, e ci hai elargito grandi speranze che sia dato ai defunti sollievo dalle pene che li stringono, e refrigerio da parte tua. Esaudisci dunque le preghiere che ti rivolgiamo nella nostra deplorevole meschinità: alle anime dei tuoi servi che già si sono addormentati, da’ riposo in luogo luminoso, in luogo verdeggiante˚, nel luogo del refrigerio˚ da cui sono fuggiti dolore, tristezza e lamento˚, e colloca i loro spiriti nelle tende dei giusti˚, e concedi loro pace e sollievo: poiché non i morti ti loderanno, Signore, né quanti sono nell’ade hanno il coraggio di offrirti la lode, ma noi, i viventi˚ ti benediciamo e ti supplichiamo, e ti offriamo per le loro anime preghiere e sacrifici di propiziazione.

Aggiunge anche la seguente preghiera:O Dio grande ed eterno, santo e amico degli uomini, tu che ci hai fatti degni di stare in quest’ora al cospetto della tua inaccessibile gloria per cantare e lodare le tue meraviglie, sii propizio a noi, indegni tuoi servi, e concedici la grazia di offrirti con cuore contrito, liberi da distrazioni la dossologia del trisagio e il rendimento di grazie per i grandi doni che ci hai fatto e che sempre ci fai. Ricòrdati, Signore, della nostra debolezza e non permettere che ci perdiamo per le nostre iniquità, ma usa la tua grande misericordia con la nostra piccolezza: affinché noi, fuggendo il buio del peccato, camminiamo nel giorno della giustizia e, rivestíti delle armi della luce˚, giungiamo al termine senza essere insidiati da alcuna insolenza del maligno, e con franchezza rendiamo per tutto gloria a te, solo Dio vero e amico degli uomini.

È infatti un tuo mistero in verità davvero grande, o Sovrano di tutti e Creatore, questo temporaneo dissolversi delle tue creature, che in seguito di nuovo si ricompongono e in eterno riposano. Per tutto ti rendiamo grazie: per il nostro ingresso in questo mondo e per il nostro esodo da esso, che, in virtú della tua verace promessa, ci induce a sperare la risurrezione e la vita intatta: possiamo noi goderne al tuo secondo futuro avvento. Perché tu sei anche l’autore della nostra risurrezione, giudice imparziale e amico degli uomini per ciò che riguarda le azioni della vita, Sovrano e Signore della ricompensa, tu che, similmente a noi, hai partecipato di carne e sangue, nella tua somma condiscendenza, e delle nostre passioni non colpevoli, sottomettendoti volontariamente alla tentazione, rivestendoti di viscere di compassione, divenendo spontaneamente nostro aiuto nelle tentazioni, in forza di ciò che hai sofferto venendo tu stesso tentato˚. È cosí che hai condotto anche noi alla tua stessa impassibilità.
Ricevi dunque, o Sovrano, le nostre preghiere e suppliche, da’ riposo al padre, alla madre, ai fratelli, alle sorelle e ai figli di ciascuno, e a qualunque altro parente o congiunto, e a tutte le anime che già riposano in attesa della risurrezione per la vita eterna. Colloca i loro spiriti e i loro nomi nel libro della vita˚, nel seno di Abramo˚, di Isacco e di Giacobbe, nella regione dei viventi˚, nel regno dei cieli, nel paradiso di delizie˚, introducendole tutte, tramite i tuoi angeli luminosi, nelle tue sante dimore. Risuscita anche i nostri corpi nel giorno da te stabilito, secondo le tue sante e veraci promesse. Non vi è dunque morte, Signore, per noi tuoi servi alla dipartita dal corpo per venire a te, o Dio: è piuttosto il passaggio dalle sofferenze alla dolcezza, alla felicità, un passaggio al riposo e alla gioia.

E se anche abbiamo peccato contro di te, sii propizio tanto a noi quanto a loro: perché nessuno è puro da macchia davanti a te, nemmeno se la sua vita fosse di un giorno˚, perché tu solo sulla terra sei apparso senza peccato˚, o Signore nostro Gesú Cristo, e grazie a te tutti speriamo di ottenere misericordia e remissione dei peccati. Perciò, tu che sei Dio buono e amico degli uomini, condona, assolvi, perdona, a noi e a loro tutte le nostre colpe, volontarie o involontarie, conosciute e sconosciute, manifeste e nascoste, in opere, pensieri o parole, in qualsiasi nostro comportamen¬to e movimento. A quanti ci hanno preceduti dona liberazione e sollievo; a noi qui presenti, da’ la tua benedizione, elar¬gendo a noi e a tutto il tuo popolo una fine buona, nella pace. E alla tua tremenda e terribile venuta, dischiudi per noi viscere di misericordia e di amore per gli uomini, e facci degni del tuo regno.

Ancora la seguente preghiera:O Dio grande e altissimo, tu che solo possiedi l’immortalità e abiti la luce inaccessibile˚, che hai fatto tutta la creazione con sapienza˚, che hai separato la luce dalla tenebra˚, che hai posto il sole a dominio del giorno, e la luna e le stelle a dominio della notte˚; tu che anche oggi hai concesso a noi peccatori di accostarci al tuo volto nella confessione˚ e di offrirti la liturgia vespertina; tu stesso, Signore amico degli uomini, dirigi la nostra preghiera come incenso davanti a te˚, e accoglila come soave profumo˚. Concedici una sera e una notte pacifiche; rivestici con le armi della luce˚; liberaci dallo spavento notturno e da tutto ciò che si aggira nella tenebra˚. Fa’ che sia libero da ogni fantasia diabolica il sonno che hai donato a ristoro della nostra debolezza; sí, Sovrano di tutte le cose, elargitore di ogni bene, affinché anche sul nostro letto, nella compunzione˚, noi ci ricordiamo nella notte del tuo santissimo nome˚ e, illuminàti dalla meditazione dei tuoi comandamenti˚, ci leviamo nell’esultanza dell’anima per glorificare la tua bontà, offrendo preghiere e suppliche alla tua amorosa compassione per i nostri peccati e per quelli di tutto il tuo popolo, che ti chiediamo di voler visitare, nella tua misericordia, per intercessione della santa Madre-di-Dio.

Diacono:Soccorrici, salvaci, abbi pietà di noi, rialzaci e custodiscici, o Dio, con la tua grazia.
Facendo memoria del¬la santissima...
Ekfónisis del sacerdote:Poiché tu sei il riposo della nostra anima e del nostro corpo, e a te rendiamo gloria: al Padre, al Figlio e al santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.
Diacono: Completiamo la nostra preghiera vespertina... 
Ekfónisis del sacerdote:Poiché tu sei Dio buono e amico degli uomini...
Pace a tutti.
Tutti: E al tuo spirito.
Diacono:
Chinate il capo davanti al Signore.
Tutti: A te, Signore.
Sacerdote, sottovoce:Signore Dio nostro, che hai inclinato i cieli e sei sceso˚ a salvezza del genere umano, guarda sui tuoi servi e sulla tua eredità. A te, infatti, Giudice temibile e amico degli uomini, i tuoi servi che hanno chinato il capo e curvato sottomessi la nuca, senza attendere aiuto dagli uomini, ma aspettando la tua misericordia e attendendo la tua salvezza˚. Custodiscili in ogni tempo, in questa sera e nella notte che si avvicina, da ogni nemico, da ogni operazione avversa del diavolo, da ragionamenti vani e da pensieri cattivi.
Poi ad alta voce:Sia benedetto e glorificato il potere del tuo regno: del Padre, del Figlio e del santo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Si cantano i 3 prosómia dello stico. Tono 3.Ecco ora le lingue, * segno manifesto per tutti: * i giudei infatti, * dai quali è il Cristo secondo la carne˚, * sono decaduti dalla divina grazia * perché malati di incredulità, * e noi che proveniamo dalle genti * siamo stati resi degni della divina luce, * confermàti dalle parole dei discepoli * che proclamano la gloria di Dio, benefattore di tutti. * Insieme a loro, anche noi, * piegando cuore e ginocchia, * prostriamoci con fede al Salvatore delle anime nostre, * confermati dal santo Spirito.
Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.
Ora lo Spirito Paraclito * è stato effuso su ogni carne˚: cominciando infatti dal coro degli apostoli, * ha esteso ai fedeli la grazia, * comunicandola tramite loro. * Egli conferma la sua potente venuta * distribuendo ai discepoli le lingue in forma di fiamma, * perché possano cantare e glorificare Dio. * Col cuore spiritualmente illuminato, * corroborati nella fede dal santo Spirito, * imploriamo per la salvezza delle anime nostre.
Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo Spirito santo non togliere da me.
Ora gli apostoli di Cristo * sono rivestiti di potenza dall’alto˚, * perché il Paraclito li rinnova, * rinnovandosi in essi˚ * con mistica novità di scienza: * ed essi, annunciandola in lingue straniere e sublimi, * ci insegnano a render culto * alla natura eterna, semplice e trisipostatica * del Dio benefattore di tutti. * Illuminàti dunque dai loro insegnamenti, * adoriamo il Padre insieme al Figlio e allo Spirito, * implorando per la salvezza delle anime nostre.
Gloria. Ora e sempre. Tono pl. 4.
Idiómelon. Dell’imperatore Leone.Venite, popoli, * adoriamo la Deità trisipostatica: * il Figlio nel Padre * insieme al santo Spirito. * Il Padre infatti ha intemporalmente generato * il Figlio coeterno e con lui regnante, * e lo Spirito santo era nel Padre, * glorificato insieme al Figlio; * una sola potenza, una sola sostanza, * una sola divinità * che noi tutti adoriamo dicendo: * Santo Dio, * che tutto hai creato mediante il Figlio, * con la sinergia del santo Spirito; * Santo forte, * per il quale abbiamo conosciuto il Padre * e per il quale lo Spirito santo * è venuto nel mondo; * Santo immortale, * o Spirito Paraclito, * che dal Padre procedi * e nel Figlio riposi. * Triade santa, gloria a te.
Quindi il cantico di Simeone, il trisagio e l’apolytíkion della festa.
Apolytíkion. Tono pl. 4.Benedetto sei tu, Cristo Dio nostro: * tu hai reso sapientissimi i pescatori, * inviando loro lo Spirito santo˚, * e per mezzo loro * hai preso nella rete l’universo˚. * Amico degli uomini, gloria a te. 3 volte.
Quindi il sacerdote fa il congedo come segue:Colui che, dal seno del Padre si è annientato, ha assunto la nostra natura, l’ha deificata ed è poi risalito ai cieli, sedendosi alla destra di Dio Padre, e di là ha mandato sui suoi santi discepoli e apostoli lo Spirito divino, santo, consustanziale, di eguale potenza, di eguale gloria, coeterno, e per mezzo suo li ha illuminati, illuminando quindi tramite loro tutta la terra - Cristo, vero Dio nostro, per intercessione della tutta pura, tutta immacolata e santa Madre sua, dei santi e gloriosi apostoli pneumatofori e araldi di Dio, degni di ogni lode, e di tutti i santi, abbia pietà di noi e ci salvi per la sua bontà. Amen.


Il significato dell’Icona della Pentecoste


              Nelle prime icone, della Pentecoste, troviamo insieme agli apostoli, anche la Madre di Dio, simbolo della chiesa. Solo più tardi, quando le solennità dell'Ascensione e della Pentecoste verranno celebrate separatamente, l'immagine della Vergine non rientrerà più negli elementi che compongono la struttura dell'icona. Gli apostoli, infatti, ricevendo lo Spirito Santo ed i suoi molteplici doni, diventano un solo corpo: "…corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte" (1Cor 12, 27).  Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui." (At 1, 13-14).  

In questa icona la scena della Pentecoste si svolge con ogni probabilità nel tempio dove, poco dopo la discesa dello Spirito Santo.

La panca semicircolare dove siedono gli apostoli è il synthronon, cioè il trono comunitario che si trova nelle absidi delle chiese cattedrali antiche, dove prendevano posto i celebranti intorno al vescovo che sedeva al centro.

In alto, al centro della icona, raffigurato dal semicerchio con i raggi che scendono verso l'assemblea riunita
, vediamo lo Spirito Santo riversarsi sugli apostoli. I rotoli ed i libri che essi hanno nelle mani rappresentano la predicazione, l'annuncio della Buona Notizia che, non solo gli apostoli, ma ogni battezzato, è chiamato ad annunciare.

Nella parte inferiore dell'icona scorgiamo un misterioso personaggio venire fuori da una grotta scura; un vecchio con abiti regali che porta tra le mani un lenzuolo bianco, che a prima vista sembra essere fuori dal svolgimento complessivo della scena della pentecoste. E' un personaggio simbolico che raffigura il Cosmo, tutto il Creato, santificato dallo Spirito .

 A.Vaccarella,Icone e Feste del Ciclo Liturgico .        


                      Nel vespro della domenica della Pentecoste
 ,ci sono le tre grandi preghiere delle genuflessioni …. hanno quasi la forma di prefazi liturgici dove si evoca il mistero di Dio e tutto quello che Lui ha fatto per la redenzione dell’uomo: Signore immacolato, incorruttibile, infinito, invisibile, inaccessibile, inesprimibile, immutabile... incommensurabile... immortale... Dio Padre del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo: il quale per noi uomini e per la nostra salvezza discese dai cieli, prese carne dallo Spirito dalla Vergine Maria... dà al tuo popolo la pienezza del tuo amore... santificaci per la potenza della tua mano...
Queste preghiere vengono recitate in ginocchio non tanto in carattere penitenziale, bensì per indicare il momento fortemente epicletico di dono ed accoglienza dello Spirito Santo.
La celebrazione della Pentecoste come teofania trinitaria, la celebrazione della Pentecoste come dono dello Spirito oggi alla Chiesa, ad ogni cristiano, ad ognuno di noi. Il dono dello Spirito è un dono a tutto il popolo di Dio; gli Atti degli Apostoli dicono che tutti erano ripieni di Spirito Santo (At 2,4), tutti i battezzati diventiamo pneumatofori. Il dono dello è un dono di unità; gli Atti degli Apostoli sottolineano la unità tra i credenti, la Pentecoste è vista come la controparte della torre di Babele; lo Spirito Santo porta unità, ci fa capaci di parlare ad una sola voce.
Il dono dello Spirito è pure un dono di diversità; gli Atti degli Apostoli indicano che le lingue di fuoco scesero sopra ognuno dei presenti; la Pentecoste non abolisce la diversità ma fa che questa diversità, questo essere noi stessi, come siamo e con le nostre particolarità, cessi di essere motivo di separazione.

Manuel Nin


Domenica 27 Maggio 2012

 
Domenica di Pentecoste
Atti 2,1-11
 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.  Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.  Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro;  ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
 Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.  Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.  Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei?  E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa?  Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia,  della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma,  Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio».

Giovanni 7,37-52
 Nell'ultimo giorno, il grande giorno della festa, Gesù levatosi in piedi esclamò ad alta voce: «Chi ha sete venga a me e beva  chi crede in me; come dice la Scrittura: fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno».  Questo egli disse riferendosi allo Spirito che avrebbero ricevuto i credenti in lui: infatti non c'era ancora lo Spirito, perché Gesù non era stato ancora glorificato.
 All'udire queste parole, alcuni fra la gente dicevano: «Questi è davvero il profeta!».  Altri dicevano: «Questi è il Cristo!». Altri invece dicevano: «Il Cristo viene forse dalla Galilea?  Non dice forse la Scrittura che il Cristo verrà dalla stirpe di Davide e da Betlemme, il villaggio di Davide?».  E nacque dissenso tra la gente riguardo a lui.
 Alcuni di loro volevano arrestarlo, ma nessuno gli mise le mani addosso.  Le guardie tornarono quindi dai sommi sacerdoti e dai farisei e questi dissero loro: «Perché non lo avete condotto?».  Risposero le guardie: «Mai un uomo ha parlato come parla quest'uomo!».  Ma i farisei replicarono loro: «Forse vi siete lasciati ingannare anche voi?  Forse gli ha creduto qualcuno fra i capi, o fra i farisei?  Ma questa gente, che non conosce la Legge, è maledetta!».  Disse allora Nicodèmo, uno di loro, che era venuto precedentemente da Gesù:  «La nostra Legge giudica forse un uomo prima di averlo ascoltato e di sapere ciò che fa?».  Gli risposero: «Sei forse anche tu della Galilea? Studia e vedrai che non sorge profeta dalla Galilea».

Di nuovo Gesù parlò loro: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».






sabato 26 maggio 2012

La solennità della Pentecoste ci porta a vivere
nuovamente il dono gratuito dello Spirito Santo, la nascita della Chiesa, la nascita della nostra vita in Cristo.

Nicola Cabasilas, teologo bizantino del XIV secolo, porta precisamente come titolo La vita in Cristo e non è altro che un commento dei sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, cresima ed eucaristia, ed anche della consacrazione dell’altare, applicati alla vita del credente; per ogni cristiano, la vita in Cristo è la vita nella Chiesa, la vita -il dono dello Spirito- che ci viene dato per mezzo dei sacramenti. In tutte le liturgie orientali si sottolinea, in ognuno dei sacramenti, il ruolo dello Spirito Santo e quindi l’importanza dell’epiclesi, della sua invocazione in vista alla santificazione del pane e del vino, dell’acqua, dell’olio.

Ogni ora di preghiera, poi,nella tradizione bizantina,inizia con un’invocazione dello Spirito che è sempre presente,ed ovunque.

La Pentecoste come festa liturgica, si celebra cinquanta giorni dopo la Pasqua, ed è una delle feste più antiche del calendario cristiano. Ne parlano Tertulliano ed Origene nel III secolo come feste annuali, e già nel IV secolo fa parte del patrimonio teologico/liturgico delle diverse Chiese:Egeria ne indica la celebrazione a Gerusalemme; poi abbiamo dei testi dei Cappadoci e di altri autori cristiani. Infine Romano il Melode, nel VI sec.,ne compone diversi kontakia.

Nei testi dell’ufficiatura vediamo ripetutamente il tema del rinnovamento, del cambiamento adoperato nel cuore degli uomini per mezzo dello Spirito: lo Spirito santo: fa scaturire le profezie, ordina i sacerdoti, ha insegnato la sapienza agli illetterati, ha reso teologi i pescatori, tiene saldo tutto l’armonico ordinamento della Chiesa…. Sempre nei testi del vespro troviamo diverse confessioni trinitarie -la Pentecoste è una festa, una teofania trinitaria; mai la contemplazione di una delle Persone della Santa Trinità non può dimenticare il mistero che in essa, nella Trinità, si cela, si nasconde.

Uno dei tropari del vespro diventa una lettura trinitaria molto profonda dell’inno tre volte santo: Santo Dio, che tutto hai creato mediante il Figlio, con la sinergia del santo Spirito; Santo forte, per il quale abbiamo conosciuto il Padre e per il quale lo Spirito Santo è venuto nel mondo; Santo immortale, o Spirito Paraclito, che dal Padre procedi e nel Figlio riposi. Trinità Santa, gloria a te.

Nel vespro ancora si trovano due tropari che poi passeranno ad altri momenti della liturgia bizantina: Abbiamo visto la luce vera, abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, abbiamo trovato la fede vera, adorando l’indi­visibile Trinità…, testo che passerà alla Divina Liturgia subito dopo la comunione, a sottolineare il collegamento tra la Pentecoste, il dono dello Spirito e l’eucaristia.

Quindi il tropario: Re celeste, Paraclito, Spirito di verità… che diventa la preghiera iniziale di tutte le ufficiature bizantine.

Il dono dello Spirito che rinnova i discepoli, che rinnova tutta la Chiesa, viene sottolineato anche dal tropario proprio della festa: Benedetto sei tu, Cristo Dio nostro: tu hai reso sapientissimi i pescatori, inviando loro lo Spirito Santo, e per mezzo loro hai preso nella rete l’universo. Amico degli uomini, gloria a te.


E DIELLIA E PENDEKOSTES


Në Mbrëmësore
VESPRO ESPERINOS
z.i 1.

Na kremtojëm të pesëdhietëtën ditë e të jardhurit e Shpirtit e herën e të taksurës e mbarimin e shpresës. Andai duam të ngrëjëm zërin e të të thomi: o i Bëresi i gjithësìs, o Zot, paçe lëvdì.
Me gluhë të huaja, o Zoti Krisht, Ti përtërijte dsënësit t’atë, sa me atò të ligjërojën Tij, Fialë të pavdekshme e Perëndì çë dhuròn shpirtravet t’anë të madhe lipisì.
Gjithkjish dhuròn Shpirti i Shejt: buròn profetsì, mbaròn priftërì, mësòn urtësì të padijturëvet , bë të dishëmë pishkëtarët te të folit perëndisht , ndërton gjithë ligjën e Klishës . O i Shpirt përgëzor çë ke të njëjt të klënit ; të njëjt thronin me Atin e me Birin , paçe lëvdì!

Z.i 2.

Na pran dritën e vërtetë, na muartim Shpirtin ‘n së kjìellit,na gjetëm besën e vërtetë tue u falur përmist Trinìs së pandarshme, se këjo neve na shëlboi.

Te Profetrat na dëftove dhromin e shëndeties e te apostojit shkëlkjeu, o shpëtuesi jinë, Dhurata e Shpirtit t’ënt. Ti je Perëndì çë më para, Ti edhè pas këtire e mot e monë Ti je Perëndia jinë.
Te shpia jote dua të nder tij çë je Shpëtuesi i jetës, e mbë glunjë dua t’i falem pushteties t’ënde të pamundurë. Mbrëmanet e manatnet e për mesditë e te çëdo’ herë dua të bekonj Tij,o Zot.
Te shpia jote, o Zot na të besmë ujëm glurin e shpirtit edhe’ të kurmit e nderiëm Tij,At i pa zënë fill, Bir bashkë i pa-fillim, Shpirt gjithë i shejt bashkë i përhérshëm, çë ndrit e shejtëron shpirtrat t’anë.
Duam të përmendiëm e të këndojëm Trinìn Shejt gjithë të klëni Atin, Birin me Shpirtin Shejt: pse kështù e ligjëruan të gjithë profetrat edhé Apostojit bashkë me Deshmorët.

levdì … nanì…

z. i 8. Ejani, o popuj, se përmist duam t’i falemi Perëndìs ndë tre Vetë, të Birit tek i Jati me Shpirtin Shejt.

Përsé pa mota Ati pati Birin bashkë të pasosëm, bashkë te throni; e Shpirti i Shejt ishë te Ati i lëvduam me Birin: një fukjia, një të klënët, Hjynìa, të çilës po i falemi të gjithë tue thënë: i shejt Perëndia çë bë gjithkjish me Birin ndë virtutë të Shpirtit Shejt; i shejt i fukjishëm me të çilin njohëm Atin, o Shpirti i Shejt jerdhi në jetë; i shejt i pavdekëshim, Shpirt përgëzor, çë vien nga Ati e prëhet te Biri. O Trinì Shejte, paçe lëvdì.

Profetsìt   Piesë nga “Numeret” XI, 16…Tha in ‘Zot Moiseut: mbëjidhëmë shtatëdhiëtë burra nga Plekjë e popullit, të njohurë ngah Ti si Plekjë të popullit e mieshtrë e kjélli te tenda e deshmìs.E do t’rrin atié bashkë me tij njera çë u sdripem e flas me tij, sa të marr nga shpirti i jit e të ja jap atireve, sa të ndajën me tij barrën e popullit e mos t’jeshë i vetëmi t’e kjellshë. E mbëjodhi Moiseu shtatëdhietë burra nga Plekjtë e popullit e mënd’e u ujën rreth e rrotull Tendës. E u sdrip in’Zot brënda njëi mjekuhie e foli Moiseut e posa çë mori nga shpirti i tij, ja ndajti shtatëdhiet burravet Plekjë. E si kle Shpirti mbi ata zun të profetojën te tendët e fushimit e ngë e sosën më.
E kishën klënë lënë te tendët di burra njerit i thëshëjën Eldad e jetrit Modad e u sdrip edhé mbi ata Shpirti.
E këta ishën nga ata çë kishën klënë shkruar, po ngë kishën ardhr te Tenda. Si profetojën në fushim, jerdhi te Moiseu një dialosh e i lajmëroi e i tha: Eldad e Modad profetojën në fushim. E Josueu i Navit shërbëtuar i Moiseut ndër shumë të t’jerë, tha: Mosé, Zoti i jim, mos i le të profetojën. Po Moiseu ju përgjekjë: T’ishë profet gjithë populli i t’in’Zoti! I dhaft in’Zot Shpirtin atireve!

Piesë nga Joéli II, 23…
Këtò thot in’Zot: ju bij të Sionit, bëni haré. Gërzonij tek in’Zot Perëndia i jij, përçë ju dha juve gjëra si ë dëréjt. Ka t’bienjë shiu I parë si edhé I sprasmi, si më para.
E lëmet do t’mbëlonen me drithë e linonjtë do t’burojën me verë e me vaj e U do t’ju shpaguanj për vietrat çë ju hëngrën gjithkjish karkalétstë, dhemizat , kaçikërrat, krimbat e ushtria e madhe çë ju dërgova e do t’hani e do t’tsitij e do t’lëvdoni embrin e t’inë Zoti Perëndia i jij, çë bëri me ju famasmë e ngë do t’turpëronet për mot monë populli jim.
E ka t’dini se në mes t’Israelit U jam Zoti Perëndia i jij e ngë ka t’jerë veç Meje e ngë ka të turpëronet më populli i jim. E ka t’streksënjë se pas këtireve do t’shprish nga Shpirti i jim mbi çëdò njerì e bijët t’atë e bijat t’ote ka t’profetojën e plekjtë t’aj ka ndërrijën ëndërra e djelmotrat t’aj ka t’shohiën pamie.
E edhé mbi shërbëtorët e shërbëtoret t’ime do t’shprish Shpirtin t’im tek ato ditë e ka t’profetojën.
E lart te kjielliat do t’bënj çudhì e shengje posht mbi dhet, gjak e ziarr e shtille kamnoi. Dielli ka t’ndërronet në errësirë e hënza në gjak më para se të vinjë dita e t’in’Zoti e madhe dhe e tmerrshme. Po ka t’streksënjë se kush të thërresënjë émbrin e t’in’Zoti, ka të shpëtonet.

Piesë nga Ezekjieli XXXVII,21…
Këto thot in’Zot: do t’ju marr nga kombet e do t’ju mbëjeth nga gjithë anët e do t’ju kjeh te dheu i jij.
Ka t’ju stërpik me ujë të pastër e ka t’ju pastronjë nga gjithë ndohtësìt t’uaja e nga gjithë idhujit t’aj e ka t’ju dëlir. E ka t’ju jap një zëmërë e re, e një shpirt i ri do t’ju jap juve. E ka t’ndsier atë zëmërë guri nga kurmi jij e ka t’ju vë zëmërë mishi.
E do t’ju jap Shpirtin t’im e do t’bënj sa ju të jitsëni si duan të dërejtat t’ime e të ruani gjikimet t’imë e t’i bëni.E ju do t’rroni te dheu çë U idhash atëravet t’aj e ka t’më jini ju populli jim e U ka t’jem Perëndia i jij.

apostiha
z. i 6.O i madh’in’Zot, gjindarët ngë njihiën fukjìn e Shpirtit Shejt çë kishë jardhur mbi Apostojit; ata menduan se këta flisiën shumë gluhë se ishën të dejmë. Po na çë jemi mfortsuar nga atà pa pushim kështù po thomi: Shpirtin t’ënt të Shejt mos ndsirrna, Të lutemi, o i dashamirë i njerëzëvet.
Ms.L. Më bën, o Perëndì, një zëmërë të dëlirë ndë mua e Shpirt të dërejt më përtërij brënda mua.
O Zot, të sdripurit e shpirtit Shejt mbi Apostojit i bëri të flisiën shumë gluhë. Andai këjo famasmë kle marrë për të dejtur nga të pabesmit. Bën-na të mirë, o Zot, të na shkëlkjenjë neve Shpirti i shejt, të lutemi, o njerìdashës.
Ms. L. Mos më përzëj nga fakjia jote e mos më hilkjë meje shpirtin t’ënt të shejt.
Rregji i kjielliës çë na përgëzon, Shpirti i së Vërteties çë je gjithasajtën, e çë mbush gjithkjish janë, Vistari i të miravet çë gjellë dhuròn, eja e rri me ne e pastrona nga çëdò mëkatë e ruana, i Mirëth, shpirtrat t’anë.
Lëvdì … nan…Te ditët të motçme gluhët u përziejtën për gudsimin e atireve çë stisiën pirgun. Gluhët nanì të ndrishme ndritën mendiet për të njohur e lëvduar t’ënë Zonë. Ahierna Perëndia mundoi të pabesmitë për mëkatën e ‘tire. Këtu’ Krishti ndrit pishkëtarët me Shpirtin Shejt. Atëherë ngatrresa e gluhëvet kle për mundìm, nanì bashkimi i zërevet përtërihet për shëndetën e shpirtravet t’anë.

Apolitikjii
Bekuar je, o Krisht Perëndia jinë, ti çë të dishëmë pishkëtarët dëftove, tue dërguar mbi atà Shpirtin Shejt, e me atà gjithë jetën zure në rrietë, Ti çë do mirë njerëzit, lëvdì Tij.

Evlojitòs i Hristè o Theòs imòn, o pansòfus tus aliìs anadhìksas, katapémpsas aftìs to Pnévma to àjion, kje dhi’aftòn tin ikuménin sajinévsas, filànthrope, dhòksa Si.

SABATO — VESPRO

Tono 1.Festeggiamo la Pentecoste, * la venuta dello Spirito, * la realizzazione della promessa, * il compimento della speranza: * quale mistero festeggiamo! * Quanto grande ed augusto! * Noi dunque a te acclamiamo: * Artefice dell’u¬niverso, Signore, * gloria a te. 2 volte.

Hai iniziato i tuoi discepoli * a lingue di genti straniere, * perché con esse annunciassero te, * Dio Verbo immortale * che elargisci alle anime nostre * la grande misericordia˚.

Ogni bene procura lo Spirito santo: * fa scaturire le profezie, * ordina i sacerdoti, * ha insegnato la sapienza agli illetterati, * ha reso teologi i pescatori, * tiene saldo tutto l’armonico ordinamento della Chiesa. * O tu, consu¬stan¬ziale al Padre e al Figlio, * con essi assiso sull’unico trono, * o Paraclito, gloria a te.

Tono 2.

Abbiamo visto la luce vera, * abbiamo ricevuto lo Spirito celeste, * abbiamo trovato la fede vera, * adorando l’indi¬visibile Triade: * essa infatti ci ha salvati. 2 volte.

Con i profeti ci hai annunciato la via della salvezza, * e con gli apostoli, o Salvatore nostro, * è rifulsa la grazia del tuo Spirito. * Tu sei il nostro Dio, * sei Dio prima, * Dio dopo, * e per i secoli ˚.

Nei tuoi atrii innneggerò a te, * Salvatore del mondo, * e adorerò in ginocchio la tua invitta poten¬za˚: * la sera, al mattino, a mezzogiorno˚ * e in ogni tempo, * ti benedirò, Signore.

Nei tuoi atrii, Signore, * piegando le ginocchia del corpo e dell’anima, * noi fedeli cantiamo a te, * Padre che non hai avuto principio, * al Figlio, come te senza principio, * e al santissimo Spirito a te coeterno * che illumina e santifica le anime nostre.

Inneggiamo alla Triade consustanziale: * al Padre, al Figlio e al santo Spirito, * perché questo hanno annunciato tutti i profeti, * e gli apostoli insieme ai martiri.

Gloria. Ora e sempre. Tono pl. 4.

Idiómelon. Dell’imperatore Leone.

Venite, popoli, * adoriamo la Deità trisipostatica: * il Figlio nel Padre * insieme al santo Spirito. * Il Padre infatti ha intemporalmente generato * il Figlio coeterno e con lui regnante, * e lo Spirito santo era nel Padre, * glorificato insieme al Figlio; * una sola potenza, una sola sostanza, * una sola divinità * che noi tutti adoriamo dicendo: * Santo Dio, * che tutto hai creato mediante il Figlio, * con la sinergia del santo Spirito; * Santo forte, * per il quale abbiamo conosciuto il Padre * e per il quale lo Spirito santo * è venuto nel mondo; * Santo immortale, * o Spirito Paraclito, * che dal Padre procedi * e nel Figlio riposi. * Triade santa, gloria a te.

Ingresso, Luce gioiosa, il prokímenon del giorno e le letture.

Lettura del libro dei Numeri (11,16-17.24-29).Disse il Signore a Mosè: Radunami settanta uomini di tra gli anziani del popolo, uomini di cui tu sappia che sono degli anziani del popolo e loro scribi. Li condurrai alla tenda della testimonianza e staranno là con te. Io scenderò e parlerò in quel luogo con te, prenderò dello Spirito che è su di te, lo porrò su di loro, ed essi sosterranno insieme a te il peso del popolo, in modo che tu non debba portarlo da solo. Mosè radunò settanta uomini fra gli anziani del popolo e li dispose intorno alla tenda. Il Signore scese nella nube e parlò con Mosè, poi prese parte dello Spirito che era su di lui e lo pose sui settanta anziani. Come lo Spirito si posò su di loro, essi cominciarono a profetizzare nell’accampamen¬to, ma non continuarono a farlo in seguito. Erano rimasti nell’ac¬cam¬pamento due uomini di nome Eldad e Modad, e lo Spirito si posò su di loro: erano stati anch’es¬si registrati tra i settanta, ma non erano andati alla tenda. Costoro si misero a profetizzare nell’accampamento. Allora un giovane corse ad annunciarlo a Mosè dicendo: Eldad e Modad profetiz¬zano nell’accampamen¬to. Giosuè figlio di Nave, che era al servizio di Mosè, che egli si era scelto, prese la parola e disse: Mosè, mio signore, impediscili. Ma Mosè gli rispose: Saresti forse geloso per me? Volesse il Signore che tutti divenissero profeti nel popolo, quando il Signore inviasse su di loro il suo Spirito!

Lettura della profezia di Gioele (2,23-3,5).Cosí dice il Signore: Figli di Sion, gioite e rallegratevi nel Signore vostro Dio, perché vi ha dato cibo in giusta misura, e farà scendere per voi la pioggia primaverile e quella autunnale come un tempo. Le vostre aie si riempiranno di frumento e i vostri torchi traboccheranno di vino e di olio. Vi compenserò per le annate divorate dalla locusta, dal bruco, dal grillo e dalle cavallette, il grande esercito che ho mandato contro di voi. Mangerete in abbondanza, vi saziere¬te e loderete il nome del Signore vostro Dio che ha fatto prodigi con voi: il mio popolo non dovrà mai piú arrossire. Ricono¬scerete che io sono in mezzo a Israele, che io sono il Signore vostro Dio e non c’è altri all’infuori di me: mai piú il mio popolo dovrà arrossire. E dopo ciò riverse¬rò del mio Spirito su ogni carne, e profetizzeranno i vostri figli e le vostre figlie, i vostri anziani avranno sogni e i vostri giovani avranno visioni. Sí, anche sui miei servi e sulle mie serve in quei giorni riverserò del mio Spirito e diverranno profeti. Farò prodigi in alto nel cielo, e in basso darò segni sulla terra: sangue, fuoco e vapore di fumo. Il sole si muterà in tenebra e la luna in sangue, prima che venga il giorno del Signore, grande e a tutti manifesto, e allora chiunque invocherà il nome del Signore, sarà salvato.

Lettura della profezia di Ezechiele (36,24-28).Cosí dice il Signore: Vi prenderò di tra le genti, vi radunerò da tutte le terre e vi introdurrò nella vostra terra: vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati da tutte le vostre impurità e da tutti i vostri idoli, e io vi purifiche¬rò: vi darò un cuore nuovo e uno spirito nuovo; toglierò il cuore di pietra dalla vostra carne e vi darò un cuore di carne, metterò in voi il mio Spirito e farò sí che camminiate nei miei precetti, che custodiate e mettiate in pratica i miei decreti. Abiterete nella terra che ho dato ai vostri padri, sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio.

Alla lití. Stichirá idiómela. Tono 2.Con i profeti ci hai annunciato la via della salvezza, * e con gli apostoli, o Salvatore nostro, * è rifulsa la grazia del tuo Spirito. * Tu sei il nostro Dio, * sei Dio prima, * Dio dopo, * e per i secoli ˚.

Gloria. Ora e sempre. Tono pl. 4.

Quando inviasti il tuo Spirito, Signore, * agli apostoli seduti in casa, * i figli degli ebrei videro * e sbigot¬ti¬ro¬no per la meraviglia: * li udivano infatti esprimersi in lingue straniere, * come lo Spirito concedeva loro; * infatti, da illetterati che erano, * essi erano divenuti sapienti * e conquistando le genti alla fede, * espone¬vano loro con elo¬quenza le cose divine. * Anche noi dunque a te acclamia¬mo: * O tu che sei apparso sulla terra * e ci hai salvati dall’er¬rore, * Signore, * gloria a te.

Allo stico, stichirá idiómela. Tono pl. 2.Poiché le genti ignoravano, o Signore, * la potenza dello Spirito santissimo * effusa sui tuoi apostoli, * attri¬buivano a ubriachezza * l’alternarsi delle diverse lingue. * Ma noi, che da loro siamo stati confermati, * incessan¬temente cosí diciamo: * Il tuo santo Spirito non togliere da noi˚, * o amico degli uomini, * te ne preghi¬a¬mo.

Stico: Un cuore puro crea in me, o Dio, e uno spirito retto rinnova nelle mie viscere.

Signore, * l’effusione del tuo santo Spirito * che ha colmato i tuoi apostoli, * li ha resi capaci di parlare in lingue straniere: * il prodigio pareva dunque ubriachezza agli increduli, * ma, per i credenti, era apportatore di salvez¬za. * Rendi degni anche noi dell’illu¬minazione del tuo Spirito, * o amico degli uomini, * te ne preghiamo.

Stico: Non rigettarmi dal tuo volto, e il tuo Spirito santo non togliere da me.

Re celeste, Paraclito, * Spirito della verità˚, * tu che ovunque sei e tutto riempi˚, * tesoro dei beni * ed elar¬gitore di vita, * vieni e poni in noi la tua dimo¬ra, * purificaci da ogni macchia * e salva, o buono, le anime nostre.

Gloria. Ora e sempre. Tono pl. 4.

Un tempo si confusero le lingue * per l’audacia che spinse a costruire la torre˚, * ma ora le lingue sono riempite di sapienza * per la gloria della scienza divina. * Là, Dio condannò gli empi per la loro colpa, * qui il Cristo illumi¬na i pescatori con lo Spirito. * Allora si produsse come castigo l’impossibilità di parlarsi, * adesso si inau¬gura la concorde sinfonia delle voci * per la salvezza delle anime nostre.

Apolytíkion. Tono pl. 4.Benedetto sei tu, Cristo Dio nostro: * tu hai reso sapien¬-tissimi i pescatori, * inviando loro lo Spirito santo, * e per mezzo loro * hai preso nella rete l’uni¬ver¬so˚. * Amico degli uomini, gloria a te.

Quindi il resto come di consueto e il congedo: Colui che dai cieli ha inviato, in forma di lingue di fuoco, il santissimo Spirito sui suoi santi discepoli e apostoli, Cristo, vero Dio nostro...

RIFLESSIONE
                   SANTA  PENTECOSTE   

La festa della Pentecoste – cinquan-tesimo giorno dopo la Pasqua – costi-tuisce la pienezza del mistero pasqua-le: Gesù Risorto, asceso al cielo e partecipe della signoria di Dio, adem-pie la promessa fatta ai suoi discepoli di inviare loro il Consolatore, lo Spi-rito santo (cf. Gv 14,16.26; 16,7).
Lo Spirito santo, già consegnato da Gesù sulla croce (cf. Gv 19,30) come preludio dell’effusione sui discepoli ad opera del Risorto, è colui che ren-de presente Cristo nella chiesa, rende i cristiani capaci di testimonianza e accompagna l’evangelizzazione. Se-condo il quarto vangelo, lo Spirito è stato alitato da Gesù Risorto sui di-scepoli nella sua apparizione avvenu-ta otto giorni dopo la Pasqua (cf. Gv 20,22-23); secondo Luca è sceso più volte sulla nuova comunità cristiana: a Gerusalemme (cf. At 2,1-11), a Ce-sarea (cf. At 10,44), a Efeso (cf. At 19,6). Modi diversi per narra-re la presenza costante dello Spirito nella vita dei cristiani e della chiesa…
Nel brano evangelico odierno ascoltiamo la promessa dello Spirito santo fatta da Gesù ai discepoli durante i di-scorsi di addio (cf. Gv 13,31-16,33); in tali discorsi è il Signore glorioso che parla an-cora oggi a noi. Egli afferma innanzitutto che lo Spirito, il Con-solatore-Avvocato che il Padre invierà, avrà il compito di rendere testimonianza a Gesù stesso. Nel processo che si è aperto nella sto-ria, in cui Gesù e i suoi seguaci sono oggetto di accusa e di ostilità, lo Spi-rito ha il ruolo di avvocato difensore: è lui che rende testimonianza a Gesù; è lui che accompagna i discepoli quando sono chiamati essi pure a ren-dere testimonianza (cf. Mc 13,11 e par.). Il discepolo è un testimone che ha ascoltato le parole di Gesù, è stato coinvolto con lui fin dall’inizio del suo ministero pubblico (cf. At 1,21-22); ebbene, dopo la morte e resurre-zione di Gesù, lo Spirito santo abilita il discepolo a rendere questa testimo-nianza fino alla morte, fino a confes-sare il suo Signore dando la propria vita nel martirio.
Lo Spirito santo ha però un’altra importante funzione: quella di guida-re i discepoli a comprendere, ad assu-mere in profondità quelle realtà che, mentre Gesù era con loro, non erano in grado di capire e accogliere: “Il Consolatore, lo Spirito santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto” (Gv 14,26). Ci sono tempi diversi nella comprensione della persona di Gesù Cristo e del mistero della salvezza, come Gesù stesso aveva chiarito a Pietro: “Quello che io faccio, tu ora non lo capisci, ma lo capirai più tar-di” (Gv 13,7); “ora tu non puoi se-guirmi, ma mi seguirai più tardi” (Gv 13,36). Sì, ci sono parole e gesti di Gesù non immediatamente compresi dai discepoli, così come c’è un non-detto di cui sarà lo Spirito santo a far-si interprete, lui che “dirà tutto ciò che avrà udito e annuncerà le cose future”.
E questo – si faccia attenzione – non corrisponderà a una nuova rivelazione, per-ché lo Spirito santo, “il compagno inseparabile di Cristo” (san Basilio), non si discosterà dal messaggio di Gesù: egli renderà presente e attua-lizzerà il Cristo, proprio in quanto ascoltatore as-siduo del Figlio… Ecco il grande mistero dell’a-scolto di Dio, mistero intra-trinitario: il Figlio è sempre in ascolto del Padre; il Padre ascolta l’intercessione del Figlio e l’invocazione dello Spirito; lo Spirito è co-munione del Padre e del Figlio.
La chiesa non è dunque una comu-nità orfana, perché ad essa non viene mai a mancare la presenza di Cristo; se infatti è vero che egli, andando al Padre, ha lasciato i suoi nel mondo, li ha però affidati allo Spirito santo, “l’altro – rispetto a sé – Consolato-re” (Gv 14,16), colui che è testimone e avvocato. E questo Spirito “guiderà alla verità tutta intera”, offrendo a noi discepoli la possibilità di comprende-re sempre meglio la verità: non una verità astratta, ma una verità che è una persona, Gesù Cristo, “via, verità e vita” (Gv 14,6); una verità che sem-pre precede la chiesa e mai dalla chie-sa può essere posseduta; una verità che è interpretata, annunciata e vissu-ta dalla chiesa ogniqualvolta essa si ricorda di essere opera dello Spirito santo, che la rende corpo di Cristo nel mondo.
Enzo Bianchi Priore di Bose

venerdì 25 maggio 2012

Apolytikion

0 Ti çë me të thellë urtësi për njerëzit gjith kjish zotëron, e nga njeriu i jep atë çë i vlen, o i vetmi Stisor, prëj, o i Madh’in’Zot, shpirtërat e shërbëtorevet t’atë; se tek Ti vun ata shpresën e’tireve, tek Ti Beresi e Krijuesi e Perëndia jine.

Lëvdi past...

Bashk me Sheitërat prëj, o Krisht , shpirtërat e shërbëtorëvet t’atë, te ku ng’isht helm, jo lip, jo psherëtim, po gjellë e pasosme.

Nani.....

Tij për mburonjë e pështrim na kemi, e fìala jote isht e priturë mirë nga Perëndia çë ngak Ti leu, o Mëma e Perëndis e pa nusërte, shpëtimi i të besmëvet.
Bashkë me Shpirtrat , të drejtë e të mbaruamë , prëj Shpirtrat e sherbëtorëvet t’atë , o Shelbues, e ruaj ata te jeta e lume ç’isht pranë teje,tu çë do mirë njerëzin.


Te prëhia jote, o Zot , teku gjithë Shejtrat t’atë prëhen , prëj Ti edhe shpirtrat e shërbëtorëvet t’atë, se Ti vetëm je i pavdekëshim..

Lëvdi ...

Ti je Perëndia jinë çë u sdripe te Pisa , e çë sglidhe dhëmbimet e te lidhurvet , prëj ti edhe shpirtrat e shërbëtorvet t’atë ,o Shelbues.

Nani …

E vetmia e kulluame dhe e pangar Virgjëireshë , çë Perëndin paj të Shpirtit Shejt linde, ndërmjetò sa të shpëtonen shpirtrat e shërbëtorëvet t’atë.

Prif. Kijna lipisi,o i Madh’in’Zot, paj te madhes lipisis s’ate , na parkalesiëm ,Ti gjegjëna e kijna lipisi.

Lipisi, o i Madh’in’Zot.

Edhe të parkalesiëm për të lumen kujtesë dhe të përjetëshmen prëhie të gjithë të ndëjemëvet të krështerë orthodhoxë : Rregjëra , të parë Patriarkëra, Jerarhë, Priftra,Joerokallogjerë, Diakrë, Jerodiakrë, Kallogjerë e Kallogjëresha, Atëra, Propatorë,Gjishëra e Shtërgjishëra çë nga të parët njera te të sprasmitë e sa t’i ndëjenen atireve gjithë ftesat të bëma tue dashur pa dashur .Sa i Madh’in’Zot , Perëndia jinë….. Lipisi, o i Madh’in’Zot.


Sa i Madh’in’Zot, Perëndia jinë , t’i japënjë vent shpirtravet të atire teku prëhen të drejtitë. Lipisine t’in’Zoti , Rregjërin e kjielliavet e ndëjesën e mëkatëvet t’tire nga Krishti , i pavdekshmi Rrekj e Perëndia jinë , lipëmia.

Pop. Gjegjëna, o i Madh’in’ Zotë.

Prif. Parkalesiëm t’ën’Zonë.

Pop. Lipisi, o i Madh’in’Zot.

Prif. 0 Perëndi i shpirtravet e i gjithë kurmëvet , çë shkele mortien e munde e shtipe diallin e i dhe gjellë jetës s’ate , ti ,o i Madh’in’Zot , jip prëhie shpirëtravet e të ndëjemëvet shërbëtorë t’atë (...) në vent të dritës , në vent të gëzimit , në vent të dhrosis , teku ngë isht dhëmbim , lipë e pshertim.

Çëdo mëkatë çë ata kanë bërë me të fola , me të bëma , e me tru , ti çë je i mirë , o Perëndì e çë do mirë gjithënjeri , ndëjeja . Se ngë isht njeri çë rron te jeta e ngë mëkatron , se ti vetëm je i pamëkatë : drejtësia jote isht drejtësi për gjithëmonë e fila jote isht e vërteta.

Se Ti ja ngjallia, gjella e prëhia e të ndëjemëvet shërbëtorë t’atë ( ... ) o Krisht Perëndia jinë e na të jepiëm lëvdi tij bashkë me Atin t’ënt të pazënë fill e bashkë me gjithë shejtin e të mirë e gjellëdhënës Shpirtin t’ënt nani e për gjithëmonë e për jetë të jetëvet.

Amin.

Jipi prëhien, o Zot, shpirtëravet të të vdekurvet të krështerë orthodhoxë, në vent shejt e në horë të të drejtevët , prit ata shpirtra ,o Shelbues, e jipi prëhie .
Te dita e gjithë të vdekurëvet

 Prift. Dituri !

Pop.Bekona o Zot .

Prif. Ju bekoftë Krishti ,Perëndia jine i vërtetë, nani e për gjithëmonë për jetë të jetëvet. Amin

Prift. Lëvdi tij ,o Perëndia jinë ,lëvdi tij .

Zoti Krisht.Perëndia jinë i vërtetë , i ngjalluri së vdekurish, paj të Povirgjërës e Shën Mëri e dëlirë Mëma e’tij e paj të Apostojvet të lëvduar e embërshkëlkjierë e të Atëravet t’anë të ndershmë e theoforë , vufshit në vend të të drejtëvet edhe shpirtërat e shërbëtorëve t’tij çë ngak na u ndajtën tue ndërruar jetë . I dhëfshit prëhie në gjitë Abramit , i nëmërofeshit ndër të drejtitë e neve na paçit lipisi si i mirë e çë njeriun do mirë.

Pop. Amin

Prif. I përjètëshëm klòft kujtimi i tij ( 3 herë).


























































26 MAGGIO  2012
Si fa memoria di tutti coloro che, sin dall’inizio del mondo, si sono piamente addormentati nella speranza della risurrezione per la vita eterna˚.



VENERDÍ — VESPRO

Ufficio del vespro feriale, p. 101.

Al Signore, ho gridato, 6 stichi e 3 stichirá martyriká dall’októichos.

Tono pl. 2.

I tuoi martiri, Signore, * non ti hanno rinnegato, * dai tuoi comandamenti non si sono allontanati: * per la loro intercessione, * abbi pietà di noi.

Quelli che per te hanno subíto il martirio, * o Cristo, * hanno sopportato molti tormenti: * per la loro intercessione, Signore, * e per le loro preghiere, * custodiscici tutti.

I martiri vittoriosi e cittadini del cielo * hanno sopportato molti tormenti, * lottando quaggiú sulla terra, * e nei cieli hanno ricevuta, integra, la corona, * perché intercedano per le anime nostre.

E 3 dei defunti. Tono pl. 4. Il paradiso dell’Eden.

Celebrando oggi, o fedeli, la memoria * di quanti dall’inizio del mondo sono morti, * dopo aver con fede piamente vissuto, * di tutti, ciascuno per nome, * noi celebriamo il Salvatore e Signore, * chiedendo fervidamente * che costoro, nell’ora del giudizio, * possano presentargli una buona giustificazione, * a lui, nostro Dio, che verrà a giudicare tutta la terra, * e ottenere cosí di stare gioiosi alla sua destra, * dalla parte dei giusti˚, * nella luminosa eredità dei santi, * degni del suo celeste regno.

O Salvatore, * che col tuo proprio sangue * ti sei acquistati i mortali˚ * e con la tua morte ci hai riscattati * dall’amara morte, * e con la tua risurrezione * ci hai elargito la vita eterna, * dona, Signore, il riposo, * a tutti coloro che si sono piamente addormentati, * sia nei deserti che nelle città, * sul mare o in terra, * o in qualsiasi altro luogo, * sia ai re che ai sacerdoti e ai vescovi, * a monaci e sposati, * tutti insieme, di ogni genere di età: * e concedi loro il tuo regno celeste.

Grazie alla tua risurrezione dai morti, * o Cristo, * la morte non ha piú potere * su quanti muoiono piamente. * Perciò chiediamo con fervore: * Dona il riposo ai tuoi servi * nei tuoi atrii e nel seno di Abramo˚, * a tutti quelli che, * a partire da Adamo sino ad oggi, * ti hanno reso culto con purezza, * ai nostri padri e ai nostri fra¬telli * insieme agli amici e ai parenti, * a ogni uomo * che abbia compiuto fedelmente il suo servizio * nelle cose di questa vita, * e a chiunque sia passato a te * in ogni forma e modo, o Dio: * rendili degni del tuo regno celeste.

Gloria. Tono pl. 4.

Gemo e mi lamento quando penso alla morte * e vedo giacere nella tomba, * informe, senza gloria, senza splen¬dore, * la bellezza a immagine di Dio plasmata per noi˚. * O stupore! * Perché questo mistero che ci riguarda? * Come dunque siamo stati consegnati alla corruzione? * Come siamo stati insieme aggiogati alla morte? * Realmente, come sta scritto, per disposizione di Dio˚, * che concede ai defunti il riposo.

Ora e sempre. Theotokíon. Tono pl. 2.

Chi non ti dirà beata, o Vergine tutta santa?˚ * Chi non celebrerà il tuo parto verginale? * Perché l’Unigenito Figlio che intemporalmente dal Padre è rifulso, * egli stesso, ineffa-bilmente incarnato, * è uscito da te, la pura: * Dio per natura e per noi fatto uomo per natura˚, * non diviso in dualità di persone, * ma da ricono¬scersi * in dualità di nature, senza confusione47 . * Imploralo, augu¬sta beatissima, * perché sia fatta misericordia alle anime nostre.

Quindi, Luce gioiosa. Anziché il prokímenon si canta l’Alleluia, nel tono pl. 4, con i suoi stichi.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Stico: Beati coloro che tu hai scelto e preso con te, Signore.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Stico: Il loro ricordo, di generazione in generazio¬ne.

Alleluia, Alleluia, Alleluia.

Segue il Concedici, ecc., p. 117.

Allo stico, stichirá. Tono pl. 2.

Martyrikón.

La tua croce, Signore, * è divenuta per i tuoi martiri * arma invincibile: * essi infatti guardavano alla morte che stava loro innanzi, * ma prevedendo la vita futura, * trovavano forza per la speranza riposta in te. * Per le loro suppliche, * abbi pietà di noi.

Nekrósima.

Stico: Le loro anime dimoreranno tra i beni.

Hai onorato della tua immagine, o Salvatore, * la creatura plasmata dalle tue mani, * imprimendo a una forma materiale * la somiglianza con l’essenza intelligibile, * e di questa mi hai fatto partecipe, * ponendomi a dirigere col mio libero arbitrio * ciò che è sulla terra, o Verbo˚. * Perciò, o Salvatore, * da’ riposo ai tuoi servi nella regione dei viventi˚, * nelle tende dei giusti˚.

Stico: Beati coloro che tu hai scelto e preso con te, Signore.

Perché si distinguesse la mia dignità * dalla vita degli altri esseri, * hai piantato un giardino in Eden, * adorno di ogni sorta di piante, * e lí mi hai collocato, * essere composto, ma libero da dolore e affanno, * partecipe della vita divina, * uguale a un angelo sulla terra˚. * Perciò, o Salvatore, * da’ riposo ai tuoi servi nella regione dei viventi˚, * nelle tende dei giusti˚.

Gloria. Tono pl. 2.

Principio ed esistenza * divenne per me il tuo comando creatore: * volendo infatti formarmi essere vivente * di natura visibile e invisibile, * tu dalla terra plasma¬sti il mio corpo, * e mi desti un’anima * col tuo divino soffio vivificante˚. * Perciò, o Salvato¬re, * da’ riposo ai tuoi servi * nella regione dei viventi˚, * nelle tende dei giusti˚.

Ora e sempre. Theotokíon. Stesso tono.

Per l’intercessione di colei che ti ha partorito, * o Cristo, * dei tuoi martiri, * dei tuoi apostoli, profe¬ti, pontefici, * monaci e giusti * e di tutti i tuoi santi, * da’ riposo ai tuoi servi defunti.

Apolytíkion. Tono pl. 4.

Tu che, nel tuo amore per gli uomini, * tutto disponi con profonda sapienza˚, * assegnando a ciascuno ciò che giova, * o solo Creatore, * da’ riposo, Signore, * alle anime dei tuoi servi: * poiché hanno riposto speranza in te, * che ci hai creati, che ci hai plasmati, * che sei il nostro Dio.

Gloria. L’ultima parte dell’apolytíkion:

Poiché hanno riposto speranza in te, * che ci hai creati, che ci hai plasmati, * che sei il nostro Dio.

Ora e sempre. Theotokíon. Stesso tono.

Baluardo e porto tu sei per noi, * e mediatrice accetta * presso il Dio che hai partorito, * o Madre-di-Dio senza nozze, * salvezza dei fedeli.

L’ektenía (p. 116) e, dopo l’ekfónisis: Poiché tu sei Dio misericordioso..., si fa la commemorazione dei defunti come di seguito.

Si salmeggiano questi tropari col tono 4.

Insieme agli spiriti dei giusti resi perfetti˚, * dona il riposo, * o Salvatore, * alle anime dei tuoi servi, * intro¬ducendoli nella vita beata che viene da te, * o amico degli uomini.

Nella tua quiete, Signore, * là dove riposano tutti i tuoi santi, * dona riposo anche alle anime dei tuoi servi, * tu che, solo, sei immorta¬le˚.

Gloria al Padre, al Figlio e al santo Spirito.

Tu sei il Dio che è disceso nell’ade * e ha fatto cessare i dolori dei prigionieri: * tu dunque dona il riposo, o Salvatore, * alle anime dei tuoi servi.

Ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Sola Vergine pura e immacolata, * che senza seme hai generato Dio, * intercedi per la salvezza delle anime nostre.

Si ricordano quindi i nomi dei defun¬ti, come segue:

Pietà di noi, o Dio, secondo la tua grande misericordia˚, ti preghiamo: esaudiscici e abbi pietà di noi.

Ancora preghiamo per la beata memoria e l’eterno riposo delle anime dei tuoi servi defunti, dei re, dei patriarchi, dei vescovi, dei sacerdoti, degli ieromonaci, degli ierodiaco¬ni, dei monaci e di tutti i cristiani pii ed ortodossi defunti, da un confine all’altro della terra; e dei no¬stri padri, progenitori, nonni, bisnonni, genitori, fratelli e parenti, perché sia loro perdonata ogni colpa volontaria e involontaria.

Affinché il Signore Dio collochi le loro anime là dove riposano i giusti.

Chiediamo al Cristo, Re immortale e Dio nostro˚, le misericordie di Dio, il regno dei cieli e la remissione delle loro colpe.

Preghiamo il Signore.

Preghiera:

O Dio degli spiriti e di ogni carne˚, tu che hai calpestato la morte, annientato il demonio e donato al tuo mondo la vita: tu, Signore, da’ riposo alle anime dei tuoi servi in luogo luminoso, in luogo verdeggiante˚, nel luogo del refri¬gerio˚ da cui sono fuggiti dolore, tristezza e lamen¬to˚. Perdona ogni peccato da loro commesso in parole, opere e pensieri, perché tu sei Dio buono e amico degli uomini. Non c’è infatti uomo che viva senza peccare: tu solo sei senza peccato˚, la tua giustizia è giustizia eterna e la tua parola è verità˚.

Poiché tu sei la risurrezione, la vita˚ e il riposo dei tuoi servi che si sono addormentati, o Cristo Dio nostro, e a te rendiamo gloria, insieme al Padre tuo senza principio e al santissimo, buono e vivificante tuo Spirito, ora e sempre e nei secoli dei secoli.

Coro: Amen.

Coro: Eterna la loro memoria, 3 volte.

Quindi Sapienza! Lui che è benedetto (p. 121) ecc., e il congedo.

Colui che ha potere sui vivi e sui morti˚, quale Re immortale,˚ e che dai morti è risorto, Cristo, vero Dio nostro, per l’intercessione della puris¬si-ma Madre sua; dei santi e gloriosi apostoli degni di ogni lode; dei nostri padri pii e teòfori e di tutti i santi, collochi nelle tende dei giusti˚ anche le anime di tutti i suoi servi che ci hanno lasciati, doni loro il riposo nel seno di Abramo˚, li annoveri tra i giusti e abbia pietà di noi: perché è buono e amico degli uomini. Amen.






















































































































martedì 22 maggio 2012

A V V I S O

SABATO PRIMA DI PENTECOSTE  COMMEMORAZIONE DI TUTTI I DEFUNTI

(Presso il Cimitero)



VENERDI 25 MAGGIO 2012   ORE15,30 
               VESPRO E BENEDIZIONE

SABATO 26 MAGGIO 2012 ORE 9,30
                                               DIVINA LITURGIA



 PRESENTAZIONE VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE

22-05-2012 - Anno XXII - Num. 99 Sommario


Città del Vaticano, 22 maggio 2012 (VIS). Il Cardinale Ennio Antonelli, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, il Cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano (Italia), ed il Professore Pier Paolo Donati, Ordinario di Sociologia della Famiglia all'Università di Bologna, sono intervenuti, questa mattina, presso la Sala Stampa nella Santa Sede, alla Conferenza Stampa di presentazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, in programma dal 30 maggio al 3 giugno a Milano, sul tema: "La famiglia: il lavoro e la festa".



Il Cardinale Ennio Antonelli ha illustrato le varie attività in preparazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, annunciato dal Santo Padre alla fine del precedente incontro a Città del Messico, nel 2009. In questi ultimi tre anni il Pontificio Consiglio per la Famiglia e l'Arcivescovo di Milano, con i suoi collaboratori, si sono più volte incontrati per un lavoro unitario di preparazione.

Fra le attività del Dicastero orientate alla preparazione dell'Incontro di Milano, il Cardinale Antonelli ha citato le Catechesi preparatorie tradotte in undici lingue: italiano, francese, inglese, tedesco, spagnolo, portoghese, polacco, ungherese, romeno, arabo, russo; Il Seminario Internazionale di Studio “La famiglia cristiana soggetto di evangelizzazione” (Roma, 2009); la XIX Assemblea Plenaria su “I diritti dell’Infanzia”, (Roma, 2010); il Seminario Internazionale di Studio con le Associazioni Pro-Vita (Roma, 2010); il Congresso internazionale “La famiglia cristiana soggetto di evangelizzazione” (Roma, 2010), la XX Assemblea Plenaria nel XXX anniversario della Esortazione Apostolica "Familiaris consortio" e della creazione del Pontificio Consiglio per la Famiglia (Roma, 2011).

Il Cardinale Antonelli ha presentato l'"Enchiridion" che raccoglie i più recenti insegnamenti della Sede Apostolica sui temi della famiglia e della vita umana negli ultimi anni del pontificato di Giovanni Paolo II e negli anni di pontificato di Benedetto XVI dal 17 maggio 2005 al 31 dicembre 2011. "Lo scopo della pubblicazione - ha spiegato il Cardinale - è quello di offrire un utile strumento di consultazione agli operatori della pastorale familiare, alle associazioni, ai movimenti pro-familia e pro-life, agli studiosi, ai docenti, ai politici. Amplissimo è il ventaglio delle tematiche toccate; ne segnalo alcune: teologia e antropologia della famiglia (...) matrimonio interreligioso, regolazione della fertilità, demografia, etica della vita dal concepimento alla morte naturale e della salute, diritti dei minori, interrelazione di famiglia, lavoro e festa, la famiglia soggetto di evangelizzazione,(...) attenzione alle situazioni canonicamente irregolari...".

Il secondo volume presentato è stato "La famiglia risorsa della società", una importante iniziativa del Pontificio Consiglio per la Famiglia in preparazione all'Incontro di Milano. "Si tratta - ha precisato il Cardinale Antonelli - di una ricerca di sfondo e di una nuova ricerca, da cui emergono i diversi contributi, positivi e negativi, che le varie tipologie di famiglie e di convivenze portano alla società".

Il Cardinale Scola ha ricordato che il tema dell'Incontro "collegando i tre aspetti fondamentali della vita quotidiana di ogni uomo - famiglia, lavoro, riposo (festa) - fa emergere con forza due tratti costitutivi (...) dell’umana esperienza, a tutte le latitudini: l’unità della persona e il suo essere sempre in relazione. Così il VII Incontro ha saputo interpretare sia la permanente validità di queste tematiche, sia la peculiarità del momento storico".
"La famiglia fondata sul matrimonio fedele tra un uomo ed una donna ed aperta alla vita, al di là di tutte le evoluzioni culturali che la caratterizzano, continua ad imporsi come la via maestra per la generazione e la crescita della persona. In essa il bambino (...) intravvede il futuro come promessa. (...) Fin dalla prima infanzia tutti scopriamo il senso del lavoro, prima nella sua versione scolastica e poi come professione. Attraverso il lavoro, (...) sviluppiamo relazioni sociali articolate (...). Troviamo il gusto dell’edificazione (...) ma, soprattutto, assaporiamo la fiducia reciproca, imprescindibile collante della convivenza tra gli uomini".

La vita ci impone il suo passo, (...) e domanda un ordine tra affetti e lavoro. In questo ci aiuta il riposo che ne scandisce il ritmo. (...) La festa è il vertice del riposo, per l’uso gratuito e comune del tempo e dello spazio che è fonte di gioia. L’uomo si riconcilia con sé, con gli altri e con Dio. Non a caso alla festa si sono sempre volte tutte le tradizioni religiose".

Infine l'Arcivescovo di Milano ha citato la risonanza che il VII Incontro delle Famiglie sta avendo nei mezzi di comunicazione ed ha affermato che la famiglia è al centro dell'attenzione poiché è "'un capitale sociale' che necessita di politiche specifiche, forse anche sulla scia della grave crisi che stiamo attraversando". Inoltre il Cardinale ha dato alcune cifre relative al numero dei partecipanti all'Incontro: sono oltre un milione i fedeli che assisteranno alla Messa celebrata dal Papa e 300.000 le persone che parteciperanno alla Festa delle testimonianze.