mercoledì 4 aprile 2012


5  APRILE 2012

           SANTO E GRANDE GIOVEDÍ 
ORTHROS

Dopo il Benedetto, l’ufficiatura dell’órthros come è indicata sopra nell’orológhion, p. 89.
Dopo l’ekfónisis, si canta il grande alleluia, 2 volte.
Alleluia, Alleluia, Alleluia.
Poi il piccolo con gli stichi che si cantano in forma semplice, ma con il tono del grande alleluia:
Stico 1.: Dal primo albeggiare a te si volge il mio spirito, o Dio, perché sono luce i tuoi precetti sulla terra.
Alleluia, Alleluia, Alleluia.
Stico 2.: Imparate la giustizia, voi che abitate la terra.
Alleluia, Alleluia, Alleluia.
Stico 3.: La gelosia afferrerà un popolo privo di istruzione, perciò il fuoco divorerà gli avversari.
Alleluia, Alleluia, Alleluia.
Stico 4.: Aggiungi loro mali, Signore, aggiungi mali ai gloriosi della terra.
Alleluia, Alleluia, Alleluia.
Quindi il seguente tropario. Tono pl. 4.
Mentre i gloriosi discepoli venivano illuminati * con la lavanda della cena, * ecco che l’empio Giuda, malato di avarizia, si ottenebrava * e consegnava a giudici iniqui te, il giusto Giudice˚. * Vedi come l’amante del denaro * proprio per questo finisce impiccato? * Fuggi l’anima insaziabile * che tanto ha osato contro il Maestro. * O tu, buono con tutti, Signore, * gloria a te. 3 volte.
Subito dopo il sacerdote dice:Perché siamo fatti degni di ascoltare il santo vangelo, supplichiamo il Signore, Dio nostro.
Coro: Signore, pietà. 3 volte.
Sacerdote: Sapienza! In piedi ascoltiamo il santo vange¬lo. Pace a tutti.
Coro: E al tuo spirito.
Sacerdote: Lettura del santo vangelo secondo Luca (22,1-39).
Coro: Gloria a te, Signore, gloria a te.
Sacerdote: Stiamo attenti. Quindi legge il vangelo.In quel tempo si avvicinava la festa degli azzimi, chiamata pasqua, e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano come togliere di mezzo Gesú, poiché temevano il popolo. Allora satana entrò in Giuda, detto Iscariota, che era nel numero dei dodici. Ed egli andò a discutere con i sommi sacerdoti e i capi delle guardie sul modo di consegnarlo nelle loro mani. Essi si rallegrarono e si accordarono di dargli del denaro. Egli fu d’accordo e cercava l’occasione propizia per consegnarlo loro di nascosto dalla folla.

Venne il giorno degli azzimi, nel quale si doveva immolare la vittima di pasqua. Gesú mandò Pietro e Giovanni dicendo: Andate a preparare per noi la pasqua, perché possiamo mangiare. Gli chiesero: Dove vuoi che la prepariamo? Ed egli rispose: Appena entrati in città, vi verrà incontro un uomo che porta una brocca d’acqua. Seguitelo nella casa dove entrerà e direte al padrone di casa: Il Maestro ti dice: Dov’è la stanza in cui posso mangiare la pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrerà una sala al piano superiore, grande e addobbata; là preparate. Essi andarono e trovarono tutto come aveva loro detto e prepararono la pasqua.

Quando fu l’ora, prese posto a tavola e gli apostoli con lui, e disse: Ho desiderato ardentemente di mangiare questa pasqua con voi, prima della mia passione, poiché vi dico: non la mangerò piú, finché essa non si compia nel regno di Dio. E preso un calice, rese grazie e disse: Prendetelo e distribuitelo tra voi, poiché vi dico: da questo momento non berrò piú del frutto della vite, finché non venga il regno di Dio. Poi, preso un pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Allo stesso modo dopo aver cenato, prese il calice dicendo: Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue, che viene versato per voi. Ma ecco, la mano di chi mi tradisce è con me, sulla tavola. Il Figlio dell’uomo se ne va, secondo quanto è stabilito; ma guai a quell’uomo dal quale è tradito. Allora essi cominciarono a domandarsi a vicenda chi di essi avrebbe fatto ciò.

Sorse anche una discussione, chi di loro poteva esser considerato il piú grande. Egli disse: I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia cosí; ma chi è il piú grande tra voi diventi come il piú piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è piú grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.Voi siete quelli che avete perseverato con me nelle mie prove; e io preparo per voi un regno, come il Padre l’ha preparato per me, perché possiate mangiare e bere alla mia mensa nel mio regno e siederete in trono a giudicare le dodici tribú di Israele.

E disse il Signore: Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli. E Pietro gli disse: Signore, con te sono pronto ad andare in prigione e alla morte. Gli rispose: Pietro, io ti dico: non canterà oggi il gallo prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi. Poi disse: Quando vi ho mandato senza borsa, né bisaccia, né sandali, vi è forse mancato qualcosa? Risposero: Nulla. Ed egli soggiunse: Ma ora, chi ha una borsa la prenda, e cosí una bisaccia; chi non ha spada, venda il mantello e ne compri una. Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine. Ed essi dissero: Signore, ecco qui due spade. Ma egli rispose: Basta! Uscito se ne andò, come al solito, al Monte degli Ulivi; anche i discepoli lo seguirono.

Coro: Gloria a te, Signore, gloria a te.
Poi il salmo 50 e il canone con l’acrostico: Per il grande giovedí, canto un grande inno.
Si canta senza stichi, con la katavasía al termine di ciascuna ode.
Poema di Cosma monaco. Tono pl. 2.
Ode 1.: Cantico di Mosè. Irmós.
È diviso da una verga tagliata il Mar Rosso, * è disseccato l’abisso fecondo di flutti * e diviene a un tempo via transitabile per gli inermi * e tomba per i guerrieri ben armati˚, * mentre si eleva un cantico a Dio gradito: * Gloriosamente si è reso glorioso il Cristo Dio nostro˚.
Tropari.
L’infinita Sapienza di Dio, * causa universale ed elargitrice di vita, * si è costruita la casa da Madre pura ignara d’uomo˚: * rivestito infatti del tempio del suo corpo˚, * gloriosamente si è reso glorioso il Cristo Dio nostro˚.
Iniziando i suoi amici ai misteri, * la vera Sapienza di Dio prepara la mensa che nutre le anime˚ * e mesce per i fedeli il calice dell’ambrosia. * Accostiamoci piamente e acclamiamo: * Gloriosamente si è reso glorioso il Cristo Dio nostro˚.
O fedeli, ascoltiamo tutti la Sapienza di Dio, * increata e della sua stessa natura, * che ci convoca con alto proclama; * essa infatti grida: * Gustate!˚, * e comprendendo che io sono il Cristo, gridate: * Gloriosamente si è reso glorioso il Cristo Dio nostro˚.
Katavasía. È diviso da una verga tagliata.
Ode 3.: Cantico di Anna. Irmós.
Signore di tutto e Dio Creatore, * l’impassibile si è fatto povero˚ * e ha unito a sé la creatura˚: * e poiché è egli stesso la pasqua˚, * ha offerto se stesso a quelli per i quali stava per morire, * esclamando: * Mangiate il mio corpo * e sarete confermati nella fede˚. 2 volte.

Tropari.Riempiendolo di letizia, o buono˚, * hai fatto bere ai toi discepoli il tuo calice, * il calice che salva tutto il genere umano: * sei tu infatti che offri il sacrificio di te stesso, * esclamando: * Bevete il mio sangue, * e sarete confermati nella fede˚.
Ai tuoi discepoli predicevi, o paziente: * L’uomo stolto, il traditore che è in mezzo a voi, * non conoscerà questi misteri; * poiché è insensato, non comprenderà˚; * ma voi rimanete in me˚, * e sarete confermati nella fede˚.
Katavasía. Signore di tutto.
Piccola colletta e ekfónisis: Poiché tu sei Dio...
Káthisma. Tono 1. I soldati a guardia della tua tomba.
Colui che ha fatto laghi, sorgenti e mari, * volendo insegnarci l’eccellenza dell’umiltà, * si cinge di un asciugatoio e lava i piedi ai suoi discepoli˚, * umiliandosi nell’eccesso della sua amorosa compassione, * per sollevare noi dai baratri del male: * lui, il solo amico degli uomini.

Un altro. Tono 3. La confessione della fede divina.

Umilandoti nella tua compassione, * hai lavato i piedi dei tuoi discepoli, * e li hai preparati per la corsa divina. * Pietro rifiutava di essere lavato˚, * ma cedendo poi al tuo divino comando si lascia lavare * e ti prega con ardore di donarci * la grande misericordia˚.

Un altro. Tono 4. Ti sei manifestato oggi.
A mensa con i tuoi discepoli, o Sovrano, * misticamente manifestasti la tua santissima immolazione˚, * per la quale siamo stati riscattati dalla corruzione˚, * noi che onoriamo i tuoi augusti patimenti.
Ode 4.: Cantico di Abacuc. Irmós.
Da lungi contemplando il tuo ineffabile mistero, * il profeta, o Cristo, ha proclamato: * Hai manifestato forte e potente amore˚, * o Padre pietoso, * perché tu hai inviato nel mondo come sacrificio espiatorio * il tuo Figlio Unigenito, o buono˚.
Tropari.Andando verso la passione * che fa sgorgare impassibilità per tutti i nati da Adamo, * dicesti, o Cristo, ai tuoi amici: * Ardentemente ho desiderato * partecipare con voi a questa pasqua˚; * poiché il Padre ha mandato nel mondo me, l’Unigenito, * come sacrificio espiatorio˚.
Assumendo il calice, gridavi ai tuoi discepoli, * o immortale: * Non berrò ormai piú del frutto della vite˚, * vivendo qui con voi, * poiché il Padre ha mandato nel mondo me, l’Unigenito, * come sacrificio espiatorio˚.
Cosí dicevi, o Cristo, agli amici: * Io vi dico che berrò nel mio regno * una bevanda nuova che supera ogni pensiero, * poiché con voi sarò come Dio in mezzo a dèi˚. * Poiché il Padre ha mandato nel mondo me, l’Unigenito, * come sacrificio espiatorio.
Katavasía. Da lungi contemplando.
Ode 5.: Cantico di Isaia. Irmós.
Stretti dal vincolo della carità˚, * consacràti al Cristo,
Sovrano dell’universo˚, * gli apostoli ricevettero la lavanda dei piedi, * i piedi belli di quelli che a tutti evangeliz-zano la pace˚. 2 volte.
Tropari.
La Sapienza di Dio˚ * che regge nell’etere le travolgenti acque superiori˚, * che tiene con le redini gli abissi * e trattiene i mari˚, * versa acqua in un catino˚: * il Sovrano lava i piedi dei servi.
Il Sovrano mostra ai discepoli un esempio di umiltà; * colui che avvolge il cielo di nubi˚, * si cinge di un asciugatoio e piega il ginocchio * per lavare i piedi dei servi: * lui che ha in sua mano il respiro di tutti i viventi.
Katavasía. Stretti dal vincolo della carità.
Ode 6.: Cantico di Giona. Irmós.
Mi ha circondato l’abisso senza fondo dei peccati˚, * e non potendone piú sopportare i marosi, * come Giona grido a te, Sovrano: * Dalla corruzione risollevami!˚ 2 volte.
Tropari.
O discepoli, voi mi chiamate Signore e Maestro, * e infatti lo sono˚, * esclamavi, o Salvatore; * imitate dunque il modello, * cosí come l’avete veduto in me.
Chi non ha sporcizia, * non ha bisogno che di lavarsi i piedi: * e voi siete mondi, o discepoli, * ma non tutti˚: * tra di voi precipita senza freno * la folle decisione di uno.
Katavasía. Mi ha circondato l’abisso.
Piccola colletta e ekfónisis: Poiché tu sei il Re...
Kondákion. Tono 2. Cercando le cose dell’alto.
Preso il pane tra le mani, * il traditore in segreto le tende * per ricevere il prezzo di colui * che con le proprie mani ha plasmato l’uomo: * e non si risolleva dal suo male Giuda, * servo e l’ingannatore.
Ikos. Rendi chiara la mia lingua.
Accostandoci tutti con timore alla mistica mensa * riceviamo il pane con anime pure, * restando vicino al Maestro * per vedere come egli lavi i piedi ai discepoli, * e facciamo secondo quanto abbiamo visto, * sottomettendoci gli uni agli altri˚, * e lavandoci i piedi a vicenda, * perché cosí il Cristo ha detto ai discepoli. * Ma non ha ascoltato Giuda, * servo e l’ingannatore.
Sinassario del minéo, poi la seguente memoria: I padri divini, che tutto hanno ottimamente disposto, avendo essi stessi ricevuto questa tradizione dai divini apostoli e dai sacri vangeli, ci hanno tramandato per il santo e grande giovedí la celebrazione di quattro misteri: la sacra lavanda, la mistica cena (cioè la consegna dei nostri tremendi misteri), la divina preghiera di Gesú, e il tradimento.

Stichi per la santa lavanda: La sera, lava Dio i piedi dei discepoli,lui il cui piede un tempo calcava l’Eden a sera.
Per la mistica cena:Duplice è questa cena, perché è la pasqua della Legge e insieme la nuova pasqua: il sangue e il corpo del Sovrano.
Per la divina preghiera: Nella preghiera terrori, stille di sangue,  o Cristo, sul tuo volto! Tu realmente preghi che sia allontanata da te la morte, e con questo inganni il nemico.
Per il tradimento:A che servono mai spade e bastoni, o ingannatori del popolo,per colui che è pronto a morire a riscatto del mondo?
Nel tuo inesprimibile amore compassionevole, o Cristo Dio nostro, abbi pietà di noi. Amen.
Ode 7.: Cantico dei tre fanciulli. Irmós.
I fanciulli a Babilonia * non temettero il fuoco della fornace, * ma tra le fiamme in cui erano stati gettati, * salmeggiavano, irrorati da rugiada: * Benedetto tu sei, Signore, * Dio dei padri nostri˚.

Tropari.Scuotendo la testa, * pensando al male da compiere * Giuda si mette in moto per cercare l’occasione * di consegnare alla condanna il Giudice , * che è il Signore di tutti e il Dio dei padri nostri˚.

Agli amici gridava il Cristo: * Uno di voi mi tradirà. * Ed essi, dimentichi della festa, * stretti da angoscia e timore, dicevano: * Chi è costui?˚ * Diccelo, o Dio dei padri nostri˚.

È colui che osa mettere con me * la mano nel piatto: * meglio sarebbe stato per costui * non varcare mai le porte della vita˚. * Cosí parlando svelava il traditore, * il Dio dei padri nostri˚.

Katavasía. I fanciulli a Babilonia.
Ode 8.: Cantico delle creature. Irmós.Esponendosi al pericolo per le leggi dei padri˚, * i beatissimi giovani, a Babilonia, * disprezzarono l’ordine insensato del re, * e tutti avvolti dal fuoco che non li consumava, * intonavano l’inno degno del Dominatore: * Celebrate, opere il Signore, * e sovresaltatelo nei secoli˚.

Tropari.Beatissimi commensali in Sion, * tenendosi costanti presso il Verbo, * gli apostoli seguivano il Pastore come agnelli˚, * e uniti al Cristo, dal quale non si erano mai separati˚, * nutriti dalla divina parola * acclamavano grati: * Celebrate, opere il Signore, * e sovresaltatelo nei secoli˚.
Benediciamo il Signore, Padre, Figlio e Spirito santo.
Volontariamente dimentico della legge dell’amicizia, * il detestabile Iscariota preparava al tradimento * i suoi piedi appena lavati; * e mangiando il tuo pane, il tuo corpo divino, * contro di te, o Cristo, ha levato il calcagno,˚ * e non ha imparato ad acclamare: * Celebrate, opere, il Signore, * e sovresaltatelo nei secoli˚.
Ora e sempre.
Quell’uomo senza coscienza * riceveva il corpo che redime dal peccato, * e il sangue divino versato per il mondo, * ma non arrossiva bevendo ciò che aveva venduto per denaro. * Non ha avuto orrore della propria perfidia, * e non ha saputo acclamare: * Celebrate, opere il Signore, * e sovresaltatelo nei secoli˚.
Lodiamo, benediciamo e adoriamo il Signore.
Katavasía. Esponendosi al pericolo.
Quindi: Magnifichiamo la Madre-di-Dio e Madre della luce, onoran¬dola con inni.
Ode 9.: Cantico della Madre-di-Dio e di Zaccaria. Irmós.
Venite, o fedeli, * con sensi elevati godiamo, * nella sala alta˚, * dell’ospitali¬tà del Signore * e della sua mensa immortale, * apprendendo dal Verbo, che noi magnifichiamo˚, * piú alte parole
Tropari.Andate, disse ai discepoli il Verbo, * preparate la pasqua in una sala elevata˚, * dove si elevi l’intelletto * in virtú dei misteri a cui vi inizierò * con la parola azzima della verità˚; * e magnificate la saldezza della grazia.
Prima dei secoli mi genera il Padre * come Sapienza crea-trice˚; * mi ha creata in principio delle sue vie˚ * per le opere che ora si compiono misticamente˚: * Parola increata per natura˚, * faccio mie le voci dell’uomo che ho ora assunto˚.
Sono uomo per natura, * non in apparenza, * e cosí, per lo scambio delle proprietà, * è Dio la natura che a me è stata unita: * riconoscetemi dunque come un unico Cristo * che serba integre le proprietà delle due nature, * dalle quali, nelle quali la mia persona * è costituita ed è41 .
Katavasía. Venite, o fedeli.
Piccola colletta e ekfónisis: Poiché te lodano...
Exapostilárion, 3 volte. Tono 3.
Vedo, o mio Salvatore, * il tuo talamo adorno, * e non ho la veste per entrarvi˚: * fa’ risplendere la veste dell’anima mia, * o datore di luce, * e salvami.
Lodi.
Tutto ciò che respira lodi il Signore.
1. Lodate il Signore dai cieli, lodatelo nel piú alto dei cieli. A te si addice l’inno, o Dio.
2. Lodatelo voi tutti, angeli suoi, lodatelo voi tutte sue schiere. A te si addice l’inno, o Dio.
Alle lodi, 4 stichi con i seguenti stichirá idiómela.
Stico 1.: Lodatelo per le sue opere potenti, lodatelo secondo l’immensità della sua grandezza.
Tono 2.Si raduna ormai il sinedrio dei giudei, * per consegnare a Pilato il Demiurgo e Creatore di tutte le cose˚. * Oh, empi e increduli! * Si dispongono a giudicare * colui che verrà a giudicare vivi e morti˚ * e preparano la passione * per colui che guarisce le passioni! * O magnanimo Signore, grande è la tua misericordia: * gloria a te.
Stico 2.: Lodatelo al suono della tromba, lodatelo con l’arpa e la cetra.
L’iniquo Giuda, o Signore, * che alla cena aveva intinto la mano nel piatto insieme a te, * ha teso le mani agli iniqui per prendere il denaro. * Colui che aveva calcolato il prezzo dell’unguento profumato˚, * non ebbe orrore di vendere te, * che non hai prezzo; * colui che aveva steso i piedi perché il Sovrano li lavasse, * lo ha poi baciato con frode * per consegnarlo agli iniqui: * ma, escluso dal coro degli apostoli˚, * e dopo aver gettato via i trenta denari˚, * non ha visto la tua risurrezione il terzo giorno˚. * Per essa, abbi pietà di noi.
Stico 3.: Lodatelo col timpano e con la danza, lodatelo sulle corde e sul flauto.
Giuda il traditore, essendo falso, * con un falso bacio tradí il Signore Salvatore; * vendette come uno schiavo ai giudei * il Sovrano di tutte le cose: * come pecora condotta all’uccisione˚, * cosí lo seguiva l’agnello di Dio˚, * il Figlio del Padre, * il solo misericordiosissimo.
Stico 4.: Lodatelo con cembali armoniosi, lodatelo con cembali acclamanti. Tutto ciò che respira lodi il Signore.
Giuda, servo e ingannatore, * discepolo e insidiatore, * amico e diavolo, * si rivela nelle opere. * Seguiva infatti il Maestro * e meditava tra sé il tradimento. * Diceva dentro di sé: * Lo consegnerò e guadagnerò il denaro raccolto. * Voleva che fosse venduto l’unguento profumato˚ * e che Gesú fosse preso con l’inganno: * diede il saluto e consegnò il Cristo. * Ma come pecora condotta all’uccisione˚, * cosí lo seguiva il solo pietoso e amico degli uomini.
Gloria. Ora e sempre. Stesso tono.
L’agnello che Isaia ha annunciato˚ * viene per l’immolazione volontaria, * dà le spalle ai flagelli, * le guance agli schiaffi; * non ha distolto il volto dalla vergogna degli sputi˚, * ed è stato condannato a morte ignominiosa˚. * Colui che è senza peccato˚ * tutto volontariamente accetta * per donare a tutti la risurrezione dai morti˚.
Chi presiede: A te si addice la gloria, Signore Dio nostro, e a te rendi¬a¬mo gloria: al Padre, al Figlio e al santo Spirito ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.
Il lettore dice la dossologia: Gloria a Dio nel piú alto dei cieli ecc. p. 85.
Ektenía del diacono o del sacerdote: Completiamo la nostra preghiera mattutina, p. 70.
Agli apósticha, i seguenti stichirá idiómela con i loro stichi.
Tono pl. 4.
Oggi si è riunito contro il Cristo il malvagio sinedrio * e ha meditato contro di lui vani disegni˚ * per consegnare l’innocente a Pilato e farlo morire. * Oggi Giuda si stringe intorno il laccio del denaro, * privandosi a un tempo della vita terrena e di quella divina. * Oggi Caifa involontariamente profetizza, dicendo: * Conviene che uno solo muoia per il popolo˚. * E davvero egli è venuto a patire per i nostri peccati, * per liberarci dalla schiavitú del nemico, * nella sua bontà e nel suo amore per gli uomini.
Stico 1: Colui che mangiava i miei pani, ha levato contro di me il calcagno.
Oggi Giuda mette da parte la maschera * dell’amore per i poveri˚ * e scopre il volto dell’avarizia. * Non si preoccupa piú dei poveri, * non pensa piú a vendere l’unguento profumato, * quello della peccatrice˚, * ma piuttosto il celeste unguento˚, * e si appropria del denaro ricavato. * Corre dai giudei e grida agli iniqui: * Che volete darmi perché io ve lo consegni? * Oh, cupidigia del traditore! * Vende a buon mercato, * conclude l’affare del venduto secondo la volontà dei compratori, * non discute sul prezzo, * ma lo vende come uno schiavo fuggiasco˚. * È infatti costume dei ladri gettare le cose preziose, * ed ora il discepolo getta le cose sante ai cani˚. * La febbre della cupidigia lo ha reso folle * contro il proprio sovrano. * Fuggiamo dunque tale esperienza, acclamando: * O magnanimo Signore, gloria a te.
Stico 2: Usciva e parlava allo stesso modo; contro di me bisbigliavano tutti i miei nemici, contro di me tramavano mali.
Piena di falsità è la tua condotta, iniquo Giuda: * malato di cupidigia, con questa ti sei guadagnato * l’odio per l’uomo. * E perché, se amavi la ricchezza, * seguivi chi insegnava la povertà? * E se poi lo amavi, * perché hai venduto colui che non ha prezzo, * consegnandolo alla follia omicida? * Fremi, o sole! * Gemi, o terra, e scuotendoti grida˚: * O paziente Signore, gloria a te.
Stico 3: Un’accusa iniqua hanno deposto contro di me: Forse chi dorme potrà risorgere?
Nessuno, o fedeli, * nessuno che non sia stato iniziato alla cena del Signore, * assolutamente nessuno si accosti con frode alla mensa come Giuda: * costui infatti, preso il boccone si scagliò contro il Pane, * discepolo in apparenza, * ma in realtà assassino; * si rallegrava con i giudei, * e abitava con gli apostoli; * odiando baciava, * e baciando vendeva colui che ci ha riscattati dalla maledizione˚, * il Dio e Salvatore delle anime nostre.
Gloria. Tono pl. 4.
Piena di falsità è la tua condotta (come sopra).
Ora e sempre. Tono pl. 1.
Iniziando i tuoi discepoli ai misteri, o Signore, * li ammaestravi dicendo: * Badate, amici, che nessun timore vi separi da me˚, * perché se io patisco, è per il mondo. * Non scandalizzatevi dunque di me˚, * perché non sono venuto per essere servito, * ma per servire e dare la vita * in riscatto per il mondo˚. * Se dunque siete miei amici, imitatemi: * chi vuole essere primo, sia l’ultimo * e il padrone sia come il servo˚. * Rimanete in me, * per portare grappoli: * io sono infatti la vite della vita˚.
Sacerdote: È bene confessare il Signore e salmeggiare al tuo nome, Altissimo, per annunciare al mattino la tua misericordia e la tua verità lungo la notte.
Quindi, il lettore: Trisagio. Santissima Triade. Padre nostro. Sacerdote: Poiché tuoi sono, p. 15.
Segue subito tropario della profezia. Tono 3.
Tu che per il genere umano sei stato schiaffeggiato˚, *e non ti sei adirato, * libera dalla corruzione la nostra vita, Signore, * e salvaci.

 Ektenía: Pietà di noi, o Dio, e l’ekfónisis: Poiché tu sei Dio misericordioso. Quindi, Sapienza. Lui che è benedetto. Conferma, o Cristo Dio, e il congedo nel modo seguente:

Colui che per eccesso di bontà ha indicato l’umiltà quale via eccellente, lavando i piedi dei discepoli, e che si è abbassato per noi sino alla croce e al sepolcro, Cristo, vero Dio nostro...



Nessun commento:

Posta un commento