domenica 15 gennaio 2012

16 GENNAIO 2012
Venerazione della preziosa catena del santo apostolo Pietro, degno di ogni lode.
VESPRO
Al Signore, ho gridato, 6 stichi e stichirá prosómia.
Tono 4. Come generoso fra i martiri.
Nel Signore incatenato * e chiuso in carcere, * o apo­sto­- lo, * hai incatenato l’errore; * noi dunque con amore ti onoriamo, * e con fede baciamo la tua catena: * da essa attin­gendo * vigore del corpo e salvezza dell’anima, * come debi­tori ti celebriamo, * veggente di Dio, * emulo degli incorporei.
Grazie a te ricevono la conoscenza * le feconde stirpi delle genti, * prima dominate dall’ignoranza. * Di esse ti mostrò l’immagine, * quell’oggetto calato dall’alto * e contenente o­gni specie di animali˚, * o apostolo. * Per questo ogni età ti gl­o­rifica, * venerando le catene che di tutto cuore * hai por­ta­to per Cristo.
Colui che rinnegasti mentre veniva giudicato˚, * lo cele­brasti risorto dai morti, * o apostolo, * e lo annunciasti a tutti i popoli del mondo * come Dio e uomo, * vissuto tra i mortali * per la sua grande bontà. * Noi dunque con amore * ti dicia­mo beato, o Pietro, * venerando le catene che hai portato per Cristo, * o celebratissimo.
Gloria. Tono pl. 2. Di Byzas.
Oggi il fondamento della Chiesa, * Pietro, pietra della fede˚, * ci presenta la sua preziosa catena * per rinvigorire le anime. * Venite tutti, * e, baciandola, incoroniamo lui di inni di lode. * Gioisci, fervido difensore della fede, * tu che con men­te fervida * hai confessato Cristo Figlio di Dio, * con gran­de franchezza˚. * Gioisci, esultanza di tutta la terra * e clavi­gero del regno dei cieli˚. * Elargisci grazia a quanti ti ono­rano con amore * e di tutto cuore baciano * la tua vene­rabile catena, * perché tu stai presso il trono di Dio Re dell’u­niverso * e intercedi per noi che siamo caduti.
Ora e sempre. Theotokíon.
O Madre-di-Dio, tu sei la vera vite * che ha prodotto il frutto della vita˚. * Noi ti imploriamo: * intercedi, o Sovrana, * in­sieme con gli apostoli e tutti i santi, * perché sia fatta mise­ricordia * alle anime nostre.
Oppure stavrotheotokíon. Il terzo giorno sei risorto.
Vedendo la Madre-di-Dio tutta immacolata, * pendere dal legno la nostra vita˚, * come madre faceva lamento gridando: * Figlio mio e Dio mio, * salva coloro che con amore ti cantano.
Allo stico, stichirá. Tono 4. Hai dato come segno.
Veneriamo la preziosissima catena, * con la quale vengono sciolti * i vincoli delle passioni: * essa è infatti augustamente santificata * dagli ineffabili doni del sapientissimo Pietro * e realmente ha ricevuto da lui * una grazia perenne: * essa infatti, recidendo per dono divino * i vincoli delle tribolazioni, * come egli quelli delle colpe˚, * ottiene la liberazione da grandi mali.
Stico: Per tutta la terra è uscita la sua voce e sino ai con­fini del mondo le sue parole.
Risplende la tua catena, * o celebrato corifeo, * come celeste fune * grazie alla quale siamo tratti * dalla terra alle altezze * delle porte dei cieli: * e noi ci accostiamo a te con fede, o sa­piente, * come a fulgidissimo clavigero. * Tu dunque che hai in mano * la chiavi del regno, o degno di ammirazione˚, * a­pri­ci compassionevole la porta della salvezza.
Stico: I cieli narrano la gloria di Dio, e il firmamento an­nuncia l’opera delle sue mani.
Concordi cantano oggi la tua lode, o Pietro, * le ange­liche schiere insieme ai mortali. * Tu infatti, percosso al fianco all’in­gresso dell’angelo * e sfuggendo al corpo di guardia * che ti teneva in catene˚, * abbandonasti i ferri * a chi con essi ti te­neva; * e offrendo a noi questa gioia, * o sapientissimo, * tu sciogli le indissolubili imputazioni delle colpe.
Gloria. Tono pl. 2.
Di nuovo il fervido patrono, * Pietro, pietra della fede˚ * ci raduna per uno splendido banchetto spirituale, * presen­tandoci come piatto sontuoso * la sua preziosa catena * per la cura delle malattie, * per il conforto degli afflitti, * per offrire un porto * a chi è sbattuto dalla tempesta. * Venite tutti, strin­giamoci alla catena * e imploriamo colui che ha glorificato Pietro. * Per le sue suppliche, o Cristo, * salva le anime nostre.
Ora e sempre. Theotokíon. Riposta nei cieli.
Caduto per la mia inclinazione * e fatto schiavo del sedut­tore con l’inganno, * o sposa di Dio, * mi rifugio, io, l’in­felice, * nella tua mirabilissima compassione * e nella tua fervida pre­ghiera, * o Vergine tutta santa: * liberami dal­la catena delle prove e delle tribolazioni, * e salvami, o tutta immacolata, * dagli assalti del demonio, * affinché io ti dia gloria * e con a­more ti veneri, * ti canti e ti magni­fichi, * o Sovrana per sem­pre beata.
Oppure stavrotheotokíon. Il terzo giorno sei risorto.
Vedendoti crocifisso, o Cristo, * colei che ti ha par­torito gridava: * Quale mistero strano vedo, * Figlio mio? * Come dunque muori nella carne, * pendendo dal legno, * tu che dispensi la vita?
Apolytíkion. Tono 4.
Senza lasciare Roma, * sei venuto da noi * me­diante le preziose catene * che hai portate, * o tu che fra gli apo­stoli * siedi sul primo trono. * E noi, vene­randole con fede, * ti preghiamo di donarci, * con la tua intercessione presso Dio, * la grande misericordia˚.
ORTHROS


Kondákion. Tono 2. Cercando le cose dell’alto.
Cristo, la pietra˚, * che ha splendidamente glo­rificato * la pietra della fede˚, * chiama tutti a festeggiare * colui che detiene il primo trono * per il prodigio della preziosa ca­tena, * affinché sia concesso il perdono delle colpe.
Un altro. Tono 2. Tomba e morte non hanno trattenuto.
Celebriamo il corifeo, * il primo degli apostoli, * il sommo Pietro, divino ministro della verità, * e bacia­mo con fede la sua catena, * per ricevere il condono delle colpe.
Ikos. Circonda di una muraglia i miei sensi.
Quale lingua mortale * potrà fare degno elogio * dell’il­lustre e grande discepolo del Signore? * Quale in­telletto loderà * lui che il Dio Verbo * ben giustamente ha detto beato˚? * Tuttavia, poiché quanto secondo le nostre possibilità pos­sediamo, * dobbiamo offrirlo a Cristo, * questo io tenterò di fare. * O amici di questa festa, * coro­niamo dunque piamente di canti * colui che tiene il primo trono, * per ricevere il con­dono delle colpe.
Sinassario.
Il 16 di questo stesso mese, la venerazione della preziosa catena del santo e glorioso apostolo Pietro.
Per la sua santa intercessione, o Dio, abbi pietà di noi e salvaci. Amen.
Exapostilárion. Udite, donne.
Né carne né sangue, ma il Padre˚ * ti ha ispirato, o Pietro, * di confessare la divinità del Cristo, * Figlio del vivente Dio e Padre: * per questo egli in anticipo * ti ha proclamato beato, * e ti ha chiamato col giusto nome di Pie­tro˚, * quale roccia infrangibile * e fondamento della Chiesa.
Theotokíon, stessa melodia.
Vergine tutta immacolata, * tu ci sei nota anche come Madre, * perché oltre natura hai partorito * il Dio e uomo, * e il tuo parto è divenuto salvezza * per quanti di tutto cuore can­tano: * Gloria, onore e adorazione * con­ven­go­no alla Triade divina * a cui nulla può resistere.
Alle lodi, 4 stichi e stichirá prosómia.
Tono pl. 2. Il terzo giorno sei risorto.
Onorando le tue fatiche nell’annuncio, * o corifeo degno di ogni lode, * e venerando con fede la tua catena, * noi inneggiamo a Cristo, * datore di vita, * bene­fattore delle anime nostre. 2 volte.
Come hai tratto i mortali * dall’abisso dell’ateismo, * o de­gno di ogni lode, * con l’amo dell’annuncio, * cosí, con la tua intercessione, * solleva, o Pietro, dallo scorag­giamento * anche noi che con amore ti celebriamo.
Con la tua intercessione, * come con chiavi divine, * o de­gno di ogni lode, * prepara anche per noi il celeste ingresso, * aprendo le porte, * nella tua franchezza, * a noi che, quale corifeo, * ti glorifichiamo.
Gloria. Tono 4.
Con la triplice domanda: Pietro, mi ami tu˚?, * Cristo ha corretto il triplice rinnegamento˚. * Per questo dice Simone a colui che conosce le cose segrete˚: * Signore, tutto tu conosci, * tutto sai, * tu lo sai che io ti amo˚. * E per questo il Salvatore gli risponde: * Pasci le mie pecore, * pasci il mio gregge eletto, * pasci i miei agnelli˚ * che mi sono acquistati col mio sangue˚, * per salvarli. * Suppli­calo, * o apostolo beato in Dio, * perché ci doni la grande misericordia˚.
Ora e sempre.
Theotokíon. Come generoso fra i martiri.
Poiché ti abbiamo quale avvocata sempre desta * e sup­- plica costante presso il Signore, * o tutta pura, * asso­pisci le tentazioni, * placa le burrasche della mia anima misera, * conforta il mio cuore che è nell’afflizione, * te ne scongiuro, o Vergine, * e colma di grazia il mio intelletto, * perché io degnamente ti glorifichi.
Oppure stavrotheotokíon.
Vedendo sulla croce te, * agnello e pastore˚, * l’agnella che ti ha generato faceva lamento, * e come madre cosí ti parlava: * Figlio amatissimo, * come dunque sei appeso al legno della croce, * o longanime? * Come sei stato inchio­dato mani e piedi da empi, * o Verbo? * E come hai ver­sato il tuo sangue, * o Sovrano?
Se si vuole, si può dire la grande dossologia; altri­men­ti:
Allo stico stichirá dall’októichos.
Gloria. Tono 4. Di Anatolio.
Giustamente hai ricevuto da Dio i carismi, * o sa­piente apostolo, * pietra della fede˚: * perché hai offerto come rosa il tuo sangue al Creatore, * quale dolce cibo, o de­gno di ogni lode, * e per grazia sei dive­nuto * clavigero delle porte dei cieli˚ * per tutti coloro che con fede ti celebrano.
Ora e sempre. Theotokíon. Hai dato come segno.
Il buio spaventoso della morte, * o sposa di Dio, * tormenta la mia anima; * e il conto tenuto dai demoni * mi fa con­tinuamente sbigottire e tremare, * o buona: * da essi liberami con il tuo potere, * Vergine ignara di nozze, * e collocami nel porto della salvezza * e nella luce senza tramonto dei santi.

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