giovedì 12 gennaio 2012

Introduzione
La Filocalia rappresentò, quando uscì nel XVIII secolo, un evento importantissimo per la vita cristiana. Dinanzi al trionfare dell'illuminismo, segnò la scelta di tutta una Chiesa per la Rivelazione e la Tradizione autentica contro una visione di fede troppo intellettualistica e filosofica. Dio non è astratto; Egli si rivela e conversa con gli uomini nella nostra carne (Bar 3, 37); una realissima conoscenza e comunione con Lui è possibile. Come? Attraverso la preghiera, e in special modo quel pregnante tipo di preghiera che è la preghiera di Gesù; tale la tesi di fondo di questa ricca, sostanziosa e luminosa raccolta di testi che vanno dal IV al XV secolo. Ma la « preghiera di Gesù » non è qualcosa di a sé stante. Essa si basa sul mistero inconfondibilmente e unicamente cristiano della incarnazione, che stabilisce nella persona del Cristo - l'unione ineffabile fra Dio e la creatura. Gesù, cioè, in quanto «consanguineo » con il credente, prega in lui, compiendo l'opera della redenzione. Per questo La Filocalia inquadra la « preghiera di Gesù » in un'ottica ampia, articolata e di grande profondità, dominata da un costante richiamo alla sobrietà e all'ascesi: tema, quest'ultimo, particolarmente attuale in un'epoca di spiritualità molte volte epidermica. Riproposta oggi - epoca di confusione ideologica e religiosa, e di paralisi della ragione - La Filocalia può favorire quel fortissimo recupero di fede rigeneratrice da tutti auspicato.

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