Mostrandoti realmente degno del tuo nome, sei
divenuto per il popolo fedele forte vittoria nelle tentazioni, o san Nicola,
vero servo di Cristo: dovunque infatti tu venga invocato, rapidamente previeni
con amore quanti accorrono sotto la tua protezione, poiché tu, rendendoti di
giorno e di notte * visibile alla fede, * salvi da prove e sventure.
Në Mirë
tue banuar me hir myron u dëftove vërteta i lyejtur me myron i mendçëm,shejti
Nikolë arhjerarhë i Krishrit. E lyen me vaj fakjet e atireve çë me besë e mall
të lumin kujtim përherë kujtojëm tue i liruar nga çëdò e kekjie e rrëzikje atà e
te helmet, o At me parkalesit t’ote t’in’Zoti.
Tu che quanto ai sensi * hai
dimorato a Mira, * sei realmente divenuto unguento profumato [myron], * unto con
profumato unguento spirituale, * o san Nicola, pontefice di Cristo, * ed effondi
profumo sul volto di quanti * con fede e amore * sempre festeggiano la tua
memoria ovunque celebrata, * liberandoli da sventure, * pericoli e tribolazioni,
o pa dre, * con la tua intercessione presso il Signore.
Mundje u dëftove me
të drejt i popullit të besëm te ngariet, i fort shejti Nikol i Krishtit vërtet
shërbëtuar, pse gjithkund i thritur sa më shpejt anangase tek atà çë rrjeëdhiën
natë e ditë tue të ftuar me besën shpëton nga ngarie e rrëzikje.
Grande e
fervido soccorritore * tu sei per coloro che sono nei pericoli, * o glorioso san
Nicola, * sacro annunciatore di Cristo: * per quelli che sono sulla terra * e
per quelli che sono in mare, * per i vicini e i lontani, * quale pietosissimo e
potente intercessore. * Per questo qui convenuti gridiamo: * Intercedi presso il
Signore, * affinché siamo liberati da ogni sventura.
. Me t’çilat lëvdi
mënd’t’këndojëm Jerarhun çë me kurmin rri në Mirë, po me shpirtin rrjeth te
gjithë atà çë me mall e dishirojën. Ai ngushëllimi i atireve çë janë në helm,
pështrimi për atà çë janë në rrëzik; ai ë pirgu i lutësis, mbrojtësi i të
besmëvet. Aì pr’anë të çilit, tu urrejtur krenarin, e prishi tue pasur
lipisì.
Con quali ghirlande di lodi * coroneremo il pontefice? * Lui che
nella carne è a Mira * e in spirito previene * tutti coloro che sinceramente lo
amano: * conforto di tutti i tribolati, * rifugio di tutti coloro che sono nei
pericoli, * torre di pietà * e difensore dei fedeli, * lui, per il quale Cristo,
* che possiede la grande misericordia˚, * ha abbattuto l’alterigia dei
nemici.
Me t’çilat melodhì do t’lëvdojëm Jerarhun? Ai ë luftar i lutësis,
një nga Kryetarët e Klishës. Mbronjës e mësonjës, mundësor mbi gjith eretikët,
ai çë mundi Ariin kundështar i ndsehtë, ai paj të çilit Krishti shtipi krenarìn,
pse ka shumë lipisì.
Con quali inni melodiosi * loderemo il pontefice? *
L’avversario dell’empietà * e difensore della pietà, * capo nella Chiesa, *
grande combattente e maestro, * colui che ha svergognato tutti i non ortodossi,
* il distruttore e ardente avversario di Ario, * del quale, mediante lui, il
Cristo, * che possiede la grande misericordia˚, * ha abbattuto
l’alterigia.
Me të çilët këndime profetikë do t’lëvdojëm Jerarhun, ai sheh
atà janë lark skurse i përpara, e atà çë lipsen si të pranishmë. Ai rrjet nëpër
gjithë jetën e liron gjithë atà çë vuajën padrejtësi. Ai i dëftonet rregjit te
ëndërra sa t’lironjë nga dënim të padrejt të burgosurit. Ai isht ipasur lipisie
e madhe.
Con quali canti profetici * loderemo il pontefice? * Lui che
prevedeva le cose lontane * e chiaramente le preannunciava * vaticinando su di
esse come fossero presenti; * lui che percorreva tutta la terra * e liberava
tutti quelli che subivano ingiustizia, * lui che è apparso in sogno al re di
senno divino * e ha liberato da ingiusta morte i prigionieri, * lui che è ricco
della grande misericordia˚.
Lëvdi….
Ejani të besmë t’i bëjëm harè të
madhit Jerarhë, lëvdia e atëravet, krua famasmësh e të besmëvet mbronjës i mathë
tue thënë : të fatemi, ruanjës i Mirës e kryetar e nderuam e shtillë e
pashkundshme. Të fatemi, o gëzim i hjynushëm i të helmuamëvet e mbreonjës i
ndsehtë i atireve çë vuajën padrejtësi. E nani, o i shën Kole, mos pushò t’ì
lutesh Zotit Krisht për atà çë me besë e mali të nderojën kujtimin gazmor
t’ënt.
Gloria. Tono pl. 2.
Convenuti insieme, o amici della festa, *
celebriamo con lodi canore * lo splendore dei pontefici, * la gloria dei padri,
* la fonte dei prodigi, * il grandissimo soccorritore dei fedeli * e diciamo: *
Gioisci, custode di Mira, * suo venerabile vescovo * e sua salda colonna. *
Gioisci astro fulgidissimo * che fai risplendere di prodigi * i confini della
terra. * Gioisci, divina gioia dei tribolati * e fervidissimo protettore * di
chi subisce ingiustizia. * Anche ora, Nicola beatissimo, * non cessare di
intercedere presso il Cristo Dio * per quanti con fede e amore * sempre onorano
la tua lieta * e solennissima memoria.
Nani….
Përgatitu, o shpellë,
Virgjëresha isht e vien tue prur në gji Kjenkjin. Grazhdë, prit mirë Atë çë neve
njerëzë me fialën e’tij na liroi nga mëkata. O delmerë çë ruani jashta, bëni
desumi kësaj famasmie të drruame. E ju magjinjtë, nga Persia ejani e falni arin,
livanin e mirrën rregjit, pse u dëftua in’Zot nga Virgjëra Mërie, e çila si
shërbëtore, tue u përujur , e proskjinisi tue thëne Atij çë kishë në gji: si më
bëre mëmë, si mu leve, o Shpëtuesi e Perëndia jimë?
Ora e sempre. Proeórtion.
Stesso tono.
Prepàrati, o grotta: * perché viene l’agnella, * portando in
seno il Cristo. * Ricevi, o greppia, * colui che con la parola * ha liberato noi
abitanti della terra * dal nostro agire contro ragione. * Pastori che pernottate
nei campi, * testimoniate il tremendo prodigio˚. * E voi magi dalla Persia, *
offrite al Re * oro, incenso e mirra˚: * perché è apparso il Signore * dalla
Vergine Madre. * Inchinandosi davanti a lui come serva, * la Madre lo ha
adorato, * dicendo a colui che portava fra le braccia: * Come sei stato seminato
in me? * O come in me sei stato generato, * mio Redentore e
Dio?
Ingresso, Luce gioiosa, il prokímenon del giorno e le
letture.
Lettura del libro dei Proverbi
Del giusto si fa memoria tra le
lodi, e la benedizione del Signore è sul suo capo. Beato l’uomo che ha trovato
la sapienza, e il mortale che conosce la prudenza. Meglio è trafficare per essa
che per tesori d’oro e d’argento. Essa è piú preziosa di pietre di gran valore:
nulla di malvagio può opporsi ad essa; essa è ben nota a tutti coloro che le si
accostano: nessun oggetto pregiato può starle a fronte. Dalla sua bocca infatti
esce la giustizia, e sulla lingua reca la legge e la mi sericordia. Ascoltatemi
dunque, o figli, perché dirò cose sante: e beato l’uomo che custodirà le mie
vie. Perché le mie uscite, sono uscite di vita, ed è pronta la benevolenza da
parte del Signore. Perciò vi esorto e alzo la voce verso i figli degli uomini:
Io, la sapienza, ho fondato il consiglio, la conoscenza e la riflessione, io le
ho chiamate.
Mio è il consiglio, mia la sicurezza, mia la prudenza, mia la
forza. Io amo coloro che mi amano: quelli che mi cercano troveranno grazia. O
semplici, imparate dunque la finezza, e voi indotti, rendete assennato il cuore.
Ascoltatemi ancora, e dirò cose sante, svelerò con le mie labbra cose rette. La
mia gola mediterà la verità: sono abominevoli davanti a me le labbra mendaci.
Sono dette con giustizia tutte le parole della mia bocca, nulla vi è in esse di
tortuoso o di perverso. Tutto è retto per chi comprende, e diritto per quelli
che trovano la conoscenza. Poiché io vi insegno cose vere, affinché la vostra
speranza sia nel Signore, e siate ripieni di Spirito.
Lettura del libro dei
Proverbi (10,31-11,12).
La bocca del giusto distilla sapienza, ma la lingua
dell’ingiusto perirà. Le labbra degli uomini giusti conoscono grazie, ma la
bocca degli empi va in rovina. Le bilance false sono un abominio davanti al
Signore, mentre il peso giusto gli è gradito. Dove entra la tracotanza, là entra
anche il disonore, mentre la bocca degli umili medita la sapienza. La perfezione
degli uomini retti li guiderà, ma l’inganno di quelli che agiscono con perfidia
li deprederà. Non gioveranno le ricchezze nel giorno dello sdegno, ma la
giustizia libererà da morte.
Quando muore un giusto, lascia rammarico, mentre
la perdizione degli empi è sempre pronta e causa soddisfazione. La giustizia
dell’uomo senza macchia gli apre strade diritte, mentre l’empietà incontra
l’ingiustizia. La giustizia degli uomini retti li libererà, mentre gli iniqui
sono condannati dalla sconsideratezza. Quando un uomo giusto muore, non perisce
la speranza, mentre perisce il vanto degli empi. Il giusto sfugge al laccio, e
al suo posto è consegnato l’empio. Nella bocca degli empi c’è una trappola per i
cittadini, ma l’intelligenza dei giusti spiana il cammino. Coi beni dei giusti
prospera la città, mentre ci si rallegra per la perdizione degli empi. Con la
benedizione degli uomini retti si innalza la città, ma con la bocca degli empi
viene abbattuta. Chi manca di senno beffeggia i cittadini, ma l’uomo prudente si
tiene in silenzio.
Lettura del libro della Sapienza di Salomone
(4,7-15).
Il giusto, quand’anche giunga a morire, sarà nel riposo: poiché
vecchiaia venerabile non è quella di un lungo tempo di vita, né si misura col
numero degli anni. Ma la prudenza equivale per gli uomini alla canizie, e età
avanzata è una vita senza macchia. Divenuto gradito a Dio, è stato da lui amato,
e poiché viveva tra peccatori, è stato trasferito. È stato rapito perché la
malizia non alterasse la sua intelligenza e l’inganno non sviasse la sua anima.
Poiché il cattivo fascino del male oscura il bene, e l’agitarsi della
concupiscenza guasta la mente innocente. Reso in breve perfetto, ha portato a
termine un lungo corso: la sua anima era infatti gradita al Signore, per questo
si è affrettato a toglierlo di mezzo alla malvagità. I popoli hanno visto ma non
hanno compreso, né hanno posto mente a questo fatto: che grazia e misericordia
sono con i suoi santi, ed egli visita i suoi eletti.
Apostiha
T’falemi,
krye e shejte, ndenjë e dëlirë virtutësh, i hjynushëm i të perëndishmes prifërì
rregullim, o delmer i mathë i shkëlkjìem, flakë çë të fitories embërin kjell,
tek atà në mbëhì me të dhëmbur i kjellur si te të sëmurët çë parkalesiën. Lirues
i shpejt, fortezë shpëtuese për kë me besë kremton kujtimin t’ënt . Krishtit
lutu,o i lum, sa t’na ket të madhen lipisì
Stico .: E çmuame përpara
t’in’Zoti vdekjia e Shejtravet t’tij
Gioisci, sacro capo, * puro ricettacolo
delle virtú, * divina regola del divinissimo sacerdozio, * grande pastore, *
fulgidissima fiaccola, * tu che porti il nome della vittoria, * tu che ti chini
compassionevole su chi prega, * che ti pieghi alle suppliche dei deboli, *
liberatore sempre pronto, * presidio di salvezza * per tutti quelli che onorano
con fede * la tua augustissima memoria: * implora Cristo, * perché sia donata
alle anime nostre * la grande misericordia˚.
Stico: Preziosa davanti al
Signore la morte del suo santo.
T’falemi, o mendie e shejte, të Trinis
ndenjë e dëlirë, o shtillë e Klishës e të besmëvet kjëndresë, t’atireve çë
vuajën ndihma. O yll, çë me rrëmpat e lusivet të pritura mirë largon të
ngarievet e ngushtimëvet errësirën gjithëmonë, o Jerarhë Nikolë; liman i kjetëm
tek i çili rrjedhiën nga furturët e gjellës të ndjekurit e shpëtonen, Krishtit
lutu për shpirtrat t’anë të ket të madhen lipisi.
Stico:Priftrat t’atë, o Zot
,ka ‘vishen me drejtëri e me Shejtrat t’ate ka’gëzonen
Gioisci, intelletto
sacratissimo, * pura dimora della Triade, * colonna della Chiesa, * sostegno dei
fedeli, * soccorso degli oppressi, * astro che con i fulgori delle tue preghiere
accette * sempre dissipi la tenebra * delle tentazioni e delle tribolazioni, * o
pontefice Nicola: * porto placidissimo nel quale trovano salvezza * quanti,
circondati dai marosi della vita, * in esso si rifugiano. * Supplica Cristo * di
donare alle anime nostre * la grande misericordia˚.
Stico: I tuoi
sacerdoti,Signore,si rivestiranno di giustizia,i tuoi santi
esulterno.
T’falemi, o i mbushur me zell të hjynushëm, çë nga tërhekjia e
kekjie liron atà çë jan’e vdesiën pa të drejt me urdhurim të tmerrshëm e tue u
ftuar te ëndërrat. O krua çë buron në Mirë, o Nikolë,t’mira me kjosmë e
shpirtrat ujìs, sihjenin e èpshëvet tue prishur. Shapatë çë zizanin e
gënjeshtres pret; shprishen në erë të Ariut mësimet të mbrazëtë. Krishtit lutu
për shpirtrat t’anë t’i ket lipisi.
Gioisci, tu che, pieno di zelo
divino, * hai liberato dalla maligna accusa * coloro che stavano per morire
ingiustamente, * presentandoti in modo terribile, * con visite in sogno. * O
Nicola, fonte che a Mira * fa copiosamente zampillare unguenti profumati * e ne
irrora le anime, * rimuovendo il fetore delle passioni; * spada che recidi la
zizzania dell’inganno; * ventilabro che disperdi la pula * degli insegnamenti di
Ario. * Supplica Cristo * di mandare sulle anime nostre * la grande
misericordia˚.
Lëvdi….
O njeri i Perëndìs e shëndojës i besëm, shërbëtuar
i t’in’Zoti, njerì dëshiresh, puçer i sgledhur, shtillë e themel i Klishës,
trazhgimtar i rregjërìs, mos pushò t’i lutesh t’in’Zoti për ne.
Gloria.
Uomo di Dio e fedele servitore, * ministro del Signore, * uomo
dilettissimo˚, * strumento di elezione˚, colonna e sostegno della Chiesa, *
erede del regno, * non cessare di gridare per noi verso il
Signore.
Nani…
E panusërte Virgjërë, ngha vien? Kush të lindi tij? Kush ë
Mëma jote? Si te gjiri jit kjell Stisorin? Si mbete Virgjërë? O gjithë e shejte,
na shohiëm tek ti të mbaruamë mystere të mëdhenjë e të dreruashmë e na nga ana
jonë përgatitiëm si e mirë për tij mbi dhe shpellën, e parkalesiëm kjìellin të
na japënjë yllin e Magjinjtë nga Lindia vijën në perëndìm sa të trazhgojën
shëndetën e njerëzëvet si një fëmijë për sisie.
Ora e sempre. Proeórtion.
Stesso tono.
Vergine senza nozze, donde vieni? * Chi ti ha generata? * Chi è
tua madre? * Come puoi portare il Creatore tra le braccia? * Come il tuo grembo
è rimasto incorrotto? * Vediamo com piersi in te sulla terra, * o tutta santa, *
grandi misteri, straordinari e tremendi, * e prepariamo come cosa a te dovuta *
sulla terra la grotta, * mentre chiediamo al cielo * di apprestare la stella; *
vengono anche i magi * dall’oriente della terra all’occidente * per contemplare
la salvezza dei mortali, * un fanciullino che viene
allattato.
Apolotokiji T. 4.
Kanòna pìsteos ke ikòna praòtitos
enkratias dhidaskalon anedhixè se ti pìmni su i ton pragmàton alithia dhià tùto
ektiso ti tapinòsi ta ipsilà ti ptochia ta plùsia,Pàter Ierarcha Nicòlae,
prèsveve Christò to Theò, sothine tas psichàs imòn
Paskjirë besie e shembërë
përkorie të dëftoi vathit t’ënt e vërteta e punëvet .Prandai ti pate me
përunjësìn të lartat, me vapëkësìn kjosmët, o At Jerarhë Nikolë. Lutu Krishti
Perëndì sa të shpëtonen shpirtrat t’anë.
Regola di fede, immagine di mitezza,
* maestro di continenza: * cosí ti ha mostrato al tuo gregge * la verità dei
fatti. * Per questo, con l’umiltà, * hai acquisito ciò che è elevato; * con la
povertà, la ricchezza, * o padre e pontefice Nicola. * Intercedi presso il
Cristo Dio, * per la salvezza delle anime nostre.
Theotokíon.
To apeonos
apokpifon ke Anghelis aghnoston mistirion dia su Theotoke, tis epi ghis
pethaverote ,Theos ev asichito enosi sarkumenos, ke stavpos ekusios iper imon
katadexamenos di’u anastisas ton Protoplaston esosev ek thanatu tas psichas
imon.
l mistero nascosto dall’eternità * e ignoto agli angeli, * è stato
rivelato grazie a te˚, * Madre-di-Dio, * agli abitanti della terra: * Dio
incarnato, in unione senza confusione, * Dio che per noi * ha volontariamente
accettato la croce˚, * e risuscitando con essa il primo uomo creato,
*...